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Norma et Facultas Agendi

Diritto oggettivo, diritto soggettivo e facoltà di scelta per gli enti sportivi dilettantistici, alla luce della disciplina contenuta nel codice del terzo settore

Si è già avuto modo di commentare i prorompenti effetti delle novelle disposizioni sul Terzo Settore, delle quali si attendono ancora pareri della Commissione Europea e conseguenti azioni attuative sui regimi, non solo fiscali, riservati agli Enti Sportivi Dilettantistici, tra i quali si annoverano le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche affiliate alla Lnd-Figc, rilevando, tra l’altro ma in particolare, la distinta condizione soggettiva degli stessi in funzione delle diverse norme che regolamentano l’attività svolta in conseguenza dell’abbraccio delle nuove regole che governano/governeranno il Terzo Settore o meno; in quest’ultima ipotesi di non adesione qualora si volessero preservare i precedenti e ancora vigenti regimi fiscali agevolati riservati alle Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche: benefici fiscali inibiti agli Enti qualificati quali appartenenti al Terzo Settore (E.T.S.).

Ne consegue, al di là di ogni considerazione su quanto fin qui argomentato, la necessità da parte degli operatori del mondo sportivo dilettantistico, di azionare quelle procedure che meglio si attanagliano all’Ente di appartenenza e alla sua struttura organizzativa che va da quella amministrativo-contabile a quella di governance, non trascurando le modalità seguite per la raccolta di fondi oltre al contesto socio-economico in cui l’Ente opera con riferimento sia ai sostenitori che ai beneficiari dell’attività svolta nonché ai volontari che ne permettono la sostenibilità.

Facultas solutionis?

La risposta è positiva, nel senso che per le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, in possesso dei relativi requisiti, l’alternativa in via esclusiva è la seguente:

  • a) accedere al Terzo Settore, abbracciando le relative nuove disposizioni di cui alla legge 106/2016 che comportano obbligatoriamente, oltre ad altri numerosi adempimenti, anche la tenuta della contabilità, la nomina dei Revisori Legali dei Conti ed Organi di Controllo sulla struttura organizzativa e sulla gestione dell’Ente stesso nonché la perdita della possibilità di usufruire dei regimi fiscali agevolati, in primis di cui alla Legge 398/91;
  • b) permanere nell’area dei soggetti fiscalmente denominati Enti non commerciali, conservando i benefici derivanti dalla adesione per opzione ai regimi agevolati:
    1. sia in materia tributaria (art.   148 T.U.IR. – L. 398/91);
    2. che contabile quali l’esonero della tenuta delle scritture a Libro Giornale, a Registri IVA, altri libri e registri e loro conservazione.

Nell’ottica di agevolare la decisione, si ritiene conveniente in questa occasione illustrare, in contrapposizione tra di loro, i diversi benefici ed oneri, evidenziandone vantaggi e svantaggi, ritraibili a seconda della scelta operata a favore di uno dei due regimi di cui alle precedenti lettere a) e b).

Come più sopra evidenziato, in via preliminare vi è da ricordare che le Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche non lucrative, costituite ex art. 90 L.289/2002, affiliate a una Federazione Sportiva Nazionale, ad Enti di Promozione Sportiva o Discipline Associate, possono continuare ad accedere a tutte le agevolazioni e benefici a esse specificatamente riservate dalle vigenti disposizioni, ivi compreso l’accesso alla disciplina dell’Istituto del cinque per mille, che comunque non perderebbero se trasmigrassero nel Terzo Settore.

D’altronde in caso di passaggio alla disciplina del Terzo Settore potrebbero usufruire solo dei benefici fiscali previsti per questo particolare dipartimento giuridico che prevede, tra gli altri numerosi vincoli ed adempimenti, l’obbligo di svolgere l’attività sportiva dilettantistica in via esclusiva o principale quale attività di interesse generale. Non solo! Da una prima lettura delle novelle ed in attesa delle definitive disposizioni, appare pacifico che, quali Enti del Terzo Settore (ETS), per le richiamate Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche, il regime fiscale più vantaggioso risulterebbe quello previsto per Associazioni di Promozione Sociale (A.P.S.).

Detto regime, coniugato con le disposizioni generali del Terzo Settore, comporta, tra l’altro, che:

  • il numero dei soggetti impiegati nell’attività remunerati non può essere superiore al cinquanta per cento del numero dei volontari o al cinque per cento del numero degli Associati;
  • tutti i volontari devono essere assicurati anche per responsabilità civile verso i terzi;
  • i volontari sono coloro che svolgono attività in favore del bene comune e della comunità:
    • per libera scelta
    • in modo personale, spontaneo e gratuito spettando loro solo il rimborso spese effettivamente sostenute e documentate nei limiti e condizioni preventivamente stabiliti dall’Ente con obbligo di autocertificazione per spese non superiori a Euro 10 al giorno e Euro 150 mensili per tipologie e attività predeterminate;
  • obbligo di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS);
  • obbligo di redigere il bilancio di esercizio, anche con proventi esclusivamente istituzionali, così composto:
    •  stato patrimoniale, situazione patrimoniale e finanziaria;
    • rendiconto gestionale, indicazioni dei proventi ed oneri;
    • relazione di missione, illustrazione delle poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie;
  • facoltà, per gli Enti con entrate annue inferiori ad Euro 220mila, a redigere il bilancio nella forma di rendiconto per cassa;
  • obbligo di deposito del bilancio:
    • presso il Registro delle Imprese per gli Enti che esercitano attività esclusivamente o prevalentemente in forma di imprese commerciali;
    • presso il RUNTS, qualora l’Ente non sia iscritto nel Registro delle Imprese;
  • obbligo, per gli Enti con entrate annue non superiori ad Euro 100mila, di pubblicazione sul proprio sito Internet, (o della rete associativa) degli emolumenti, compensi o corrispettivi attribuiti ai componenti degli Organi di Amministrazione e Controllo, ai Dirigenti e agli Associati.
  • obbligo della tenuta delle scritture contabili, ai sensi dell’art. 2214 e ss codice civile, per gli Enti che esercitano impresa commerciale in forma esclusiva o prevalente;
  • obbligo di nominare un Revisore Legale dei Conti o una Società di Revisione Legale, per Associazioni riconosciute e non riconosciute e Fondazioni qualora per due esercizi successivi sia superato almeno due dei seguenti limiti:
    • totale attivo maggiore di € 1.100.000;
    • entrate maggiori di € 2.200.000;
    • numero medio dipendenti in un anno maggiore di 12 unità.

L’obbligo cessa in caso di mancato superamento dei limiti per due esercizi consecutivi;

  • obbligo per le Associazioni Riconosciute e Non Riconosciute di nominare l’Organo di Controllo (Collegio Sindaci) anche monocratico qualora vi sia il superamento per due esercizi consecutivi di almeno due dei seguenti limiti:
    • totale attivo € 110.000;
    • totale entrate € 220.000;
    • media annua dipendenti n. 5.

Vi è cessazione dell’obbligo in caso di mancato superamento per due esercizi successivi.

A parere di chi scrive, è importante considerare quali sono i compiti dell’Organo di Controllo e del Revisore Legale:

  • sia relativamente alla efficacia della loro attività professionale
  • sia con riferimento alle loro responsabilità;
  • sia sotto l’aspetto economico.

Chiaramente tutti questi aspetti hanno una forte valenza per la trasparenza della gestione di un Ente ma forse troppo incisivi, anche economicamente, su modeste organizzazioni di persone da poter difficilmente considerare alla stregua di una società commerciale.

Ad ogni buon conto:

  • l’Organo di Controllo ha compiti di vigilanza:
    • sull’osservanza della legge e dello statuto sociale, attraverso il monitoraggio del rispetto delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Lo stesso Organo potrebbe essere incaricato anche della Revisione Legale dei Conti: in tal caso esso è composto da Revisori Legali iscritti nell’apposito registro;
    • sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, attraverso la verifica della conformità del bilancio sociale a linee guida dettate dal Codice del Terzo Settore;
    • sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo, contabile ed il suo concreto funzionamento;
  •  il Revisore Legale dei Conti, ha il compito di verificare se il bilancio è stato redatto in base alle norme italiane che ne disciplinano i criteri di redazione ed i principi contabili, attualmente non ancora emanati, per il Terzo Settore. Fino a quando non saranno disponibili detti ultimi principi, il Revisore dovrebbe, comunque, esprimere un giudizio di conformità.

Quanto sopra elencato, non in forma esaustiva, non risulta attualmente in capo alle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche non operanti quali Enti del Terzo Settore, per cui appare ampiamente motivata la volontà del Legislatore di mantenere nell’ordinamento giuridico un settore dedicato a tutti quegli Enti ai quali continuano a essere riservate particolare disposizioni agevolative ovvero che non soddisfino i richiesti requisiti per essere qualificati quali Enti del Terzo Settore.

Concludendo, l’attività sportivo-dilettantistica può essere effettuata:

  • da un’Associazione, riconosciuta o non, e Società Sportiva Dilettantistica costituita in conformità all’art. 90 L. 289/2002, (ASD/SSD) affiliata a Federazioni Sportive Nazionali o Enti di Promozione Sportiva o Discipline Associate, nel rispetto delle vigenti norme fiscali riservate agli Enti Sportivi Dilettantistici;
  • da Enti del Terzo Settore (ETS) che svolgono attività sportiva dilettantistica in via esclusiva o principale quale attività di interesse generale, nel rispetto delle norme contenute nel Codice del Terzo Settore con i propri regimi fiscali.

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FOCUS SU > SCADENZIARIO 5 X 1000

Associazioni iscritte:

29/3/19 • Pubblicazione elenco permanente iscritti

20/5/19 • Comunicazione alla DRE degli errori

25/5/19 • Pubblicazione versione aggiornata elenchi

1/7/19 • Comunicazione alla DRE variazioni rappresentante legale

30/9/19 • Trasmissione dichiarazione sostitutiva legale rappresentante con versamento sanzione € 250,00

Associazioni non iscritte:

7/5/19 • Presentazione domanda iscrizione

14/5/19 • Pubblicazione sito AE elenco provvisorio

20/5/19 • Richiesta correzione errori

25/5/19 • Pubblicazione sito AE elenco aggiornato

1/7/19 • Comunicazione rappresentante legale alla DRE ovvero all’ufficio CONI  dichiarazione sostitutiva atto notorietà attestante la sussistenza dei requisiti

30/9/19 • Termine per la regolarizzazione della posizione con versamento sanzione (remissione in bonis)

      •  siano essi Enti che chiudono il loro periodo amministrativo sociale al 31 dicembre
      •  siano devento nonché della sua conservazione.

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