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Novese, cent’anni di passione sportiva

Novese festeggia Nonostante le tante difficoltà e il ricordo lontano di quello scudetto conquistato nel 1922, "la Novese, è sempre la Novese"

Domenica 31 marzo, la Novese ha festeggiato i 100 anni di vita. Cent’anni fa, nel 1919, la squadra femminile ancora non esisteva, ma le ragazze di Novi Ligure sono state le prime protagoniste di un pomeriggio da ricordare. C’era il big match di Serie C contro il Pinerolo, che la squadra allenata da Maurizio Fossati ha affrontato da prima in classifica. Fossati, allenatore e responsabile del settore giovanile della Novese, per tutti è “Fox”: “Ma attenzione – dice -. La volpe non c’entra niente, è solo un’abbreviazione del mio cognome”. Fox ha visto nascere il calcio femminile a Novi Ligure. Nel 2013, la squadra si chiamava Acqui Calcio 1911 e partecipava al campionato di Serie D, dominato con tanto di vittoria anche della Coppa Piemonte e del Premio Disciplina. Altro campionato e altra promozione, stavolta dalla C alla B. Poi, dopo il cambio di denominazione in Accademia Acqui, ecco la “metamorfosi” definitiva in Novese Calcio Femminile, che risale quindi al 2016.

Un cambiamento che ha portato a una crescita costante del movimento calcio femminile a Novi Ligure, anche a livello di settore giovanile: la città si è innamorata della squadra, anche perché i risultati davano ragione alle ragazze, capaci nel 2017 di sfiorare la promozione in Serie A, conquistata dall’Empoli alla fine di un appassionante testa a testa. “E permettetemi di ricordarlo, quello scontro diretto – dice Fossati -. C’era lo stadio pieno: oltre 1.000 persone, comprese le autorità locali, e la partita andò anche in diretta tv. Riuscimmo a pareggiare nei minuti finali e, anche se quel gol non valse la promozione, resta un’emozione indescrivibile”.

La formazione della Novese

Nell’anno della riforma dei campionati, invece, la Novese ha sfiorato la permanenza in Serie B: “Nel girone avevamo il Florentia, che ha dominato il campionato, ma anche l’Arezzo e la Lavagnese, che da quest’anno è diventata a tutti gli effetti Genoa. Peccato non essere riusciti a rientrare subito nelle 12 di Serie B, ma ci stiamo riprovando”. Grazie al lavoro di Fossati in campo e del presidente Davide Saccone dietro la scrivania.

AMBIZIONI

Fossati, da calciatore, vanta oltre 300 presenze con la Novese, società che nel 1922 vinse anche uno scudetto, ed è sceso in campo nelle celebrazioni del centenario, subito dopo aver diretto le ragazze dalla panchina nel derby contro il Pinerolo, prima inseguitrice in classifica. “È bello che spesso, nei quiz televisivi, venga fatta una domanda sulla nostra squadra – dice Fox -. Magari non tutti lo sanno, ma siamo stati campioni d’Italia anche noi”. Uno scudetto, in un certo senso, è rappresentato anche dall’aver costruito una realtà di calcio femminile a Novi Ligure: “Abbiamo 80 tesserate e ogni squadra è seguita da almeno tre o quattro persone dello staff. Abbiamo iniziato che non c’era nulla: siamo partiti dalla categoria più bassa ed eccoci qua, a giocarci la promozione”.

Il regolamento della Serie C femminile non prevede il salto diretto per la vincitrice di ciascuno dei quattro gironi: c’è uno spareggio con un’altra delle prime e, in caso di sconfitta, anche una seconda possibilità contro squadre provenienti dalla Serie B. “Lo confesso: non siamo partiti con l’ossessione di vincere. Non siamo più forti di altre squadre, ma abbiamo un grandissimo gruppo. La forza e la determinazione che le ragazze mettono in campo ogni domenica ci stanno consentendo di fare risultati e, soprattutto, sacrifici per arrivare tre volte alla settimana all’allenamento, con l’opzione della quarta seduta, quella di rifinitura nel giorno che precede le partite”.

C’è una sola ragazza novese doc, Lucrezia Lupi: le altre, arrivano da località vicine, da Torino a Genova. Il bomber è invece Maria Speranza Levis, classe 1993, che viaggia a una media abbondantemente superiore al gol a partita. La Novese ha anche l’accordo di licenza con l’Alessandria (il logo dei grigi compare anche nello stemma delle biancocelesti), per la quale lavora a livello di settore giovanile. Ma il Piemonte è anche la casa della Juventus, che poche settimane fa ha portato 40.000 persone allo stadio per una partita di calcio femminile: “Un lavoro enorme e un impegno notevole di capitali. Speriamo di trarne beneficio anche noi, in quanto realtà minori, ma la speranza è che soprattutto nelle giovanili non ci sia un trasferimento di massa di bambine verso questi club. Anche se mi rendo conto che non è un fenomeno facile da arginare. Poi speriamo di andare in B: un Novese-Juventus di Coppa Italia mica mi dispiacerebbe”.

Di squadre piemontesi, in Serie B, non ce ne sono: la Novese è quindi la seconda realtà di calcio femminile in Piemonte. “E di questo ne andiamo orgogliosi – racconta Fossari -. Ci piace vivere alla giornata, andando avanti facendo un passettino alla volta. Nel 2016, la società è fallita ed è ripartita con quel poco che aveva. Arriveremo dove possiamo arrivare. Tra noi, continuiamo a ripeterci che ‘non abbiamo debiti e non facciamo debiti’”. Mentalità virtuosa, per vivere altri 100 anni.

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