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Nuove risorse per le società grazie al crowdfunding

Sempre maggiori costi di gestione, la difficoltà a trovare nuovi sostenitori e spesso il disagio nell’esortare quelli vecchi a continuare a dare il proprio supporto. La difficoltà a reperire nuovi volontari per sostituire coloro che intendono, più o meno gradualmente, ridurre il proprio impegno personale. Tutto ciò, congiuntamente ad altri fattori che i i dirigenti di Enti Sportivi ben conoscono, comporta la necessità di trovare nuove formule che incentivino l’accelerazione al duplice fine di:

– mantenerne lo status quo

– migliorarne le performances

In particolare, nelle Associazioni Sportive Dilettantistiche di minori dimensioni, i problemi che si appalesano non sono legati solo al reperimento di risorse finanziarie e/o umane, ma spaziano in altri settori, quali quelli dell’impiantistica o di natura logistica, in funzione della particolare attività sportiva che si voglia promuovere e/o di cui si voglia svilupparne la diffusione. Spesso, per superare tali ostacoli, si ricorre a stratagemmi non più idonei alla specifica attività svolta o perché obsoleti od in quanto clonati dai settori professionistici e che male si attanagliano con il mondo sportivo dilettantistico.

Tra gli altri, è ormai divenuto atavico il problema che interessa la partecipazione a tornei e campionati con giovani leve locali, dovuto essenzialmente a tre fattori:

– l’elevato numero di Enti operanti nella stessa specialità sportiva nel medesimo compendio   geografico;

– la costante diminuzione demografica, dovuta ad un numero sempre minore di nascite;

– l’esiguo numero di praticanti di una specifica attività sportiva, anche a causa del proliferare di altre discipline.

Per tutto ciò, si rende necessario ideare un nuovo sistema di relazioni socio-economiche, costituito dalla formazione di risorse non solo umane ma di ogni genere atte allo sfruttamento di nuove tecniche di governance; tant’è che in questi ultimi tempi si è assistito ad un ampio sviluppo dell’economia in tema di condivisione di risorse, da quelle materiali a quelle intellettuali ed economiche, tramite lo sfruttamento delle nuove tecnologie (sharing economy) in cui trovano cittadinanza, anche ad ampliamento di quanto precedentemente illustrato in questa rivista1:

– il crowdsourcing, cioè l’affidamento ad una moltitudine di soggetti dello sviluppo di un’idea/progetto;

– il crowdfunding, ovvero il processo collaborativo di un gruppo di persone che sia in grado di raccogliere fondi “dal basso” per finanziare un progetto2

Ciò posto si immagini di voler costituire una Associazione Sportiva Dilettantistica con l’intento di:

– affidare al proprio vivaio di atleti la partecipazione a tornei e campionati di settore organizzati per le diverse rispettive categorie;

– formare le varie squadre con atleti, giovani e meno giovani, tutti residenti nel medesimo distretto geografico in cui ha sede l’Ente sportivo;

– individuare nell’oggetto sociale anche finalità con impatto socio-economico rilevante nello stesso perimetro geografico in cui viene esercitata l’attività sportiva, la sua promozione e diffusione attraverso l’insegnamento e l’aggiornamento professionale;

– coinvolgere attivamente le persone fisiche residenti in quel particolare e definito territorio e le relative istituzioni locali.

Un tale progetto può essere sviluppato solo ed in quanto esso sia in grado di attirare oltre ai finanziatori, altri portatori di interessi (stakeholders), quali gli appassionati a quella particolare specialità sportiva, andando oltre i soli amici dei proponenti la nuova idea.

Chiaramente l’idea deve essere innovativa, presentata con precisione, deve essere  coinvolgente al punto di convincere degli sconosciuti di voler essere parte del processo di costruzione di quella una nuova realtà economica. Un lato “affettivo” comunque rimane e certamente è alla base del successo di diversi esempi di civic crowdfunding, in cui la ricerca di fondi è finalizzata ad opere e/o progetti pubblici, quali  la riqualificazione od il recupero delle proprie città, attraverso il coinvolgimento diretto degli stessi cittadini (si pensi al recupero del portico di San Luca a Bologna o della citta della Scienza a Napoli). In ogni caso  fondamentale è la fiducia nell’idea. 

Il crowdfunding è frutto di un nuovo modo di pensare e di fare società: un modo che si basa sull’utilizzo della rete quale luogo in cui reperire fondi, condividere idee, far sviluppare progetti, divulgandoli ancor prima di averli realizzati. 

Affidarsi al crowdfunding nell’era digitale significa presentare, su piattaforme specializzate, italiane ed estere,  informazioni, idee e progetti a una folla di persone (crowd).

Le piattaforme svolgono  una prima valutazione del progetto proposto, per verificare se sia conforme ai propri standard ed in alcuni casi se riguardi il settore di riferimento della piattaforma. Quindi il progetto viene caricato online, in cambio di una commissione, che può essere richiesta o solo nel caso in cui il progetto venga finanziato ovvero anche in caso di insuccesso. A questo punto, fissato il budget da raggiungere, viene indicato  un termine entro il quale raggiungerlo, dando così inizio alla campagna di raccolta fondi.

Ci sono quattro modalità di crowdfunding:

– Donation based: donazioni spontanee per il raggiungimento di un obiettivo sociale. Non sono previste ricompense perché lo spirito con cui si finanzia il progetto è appunto quello di liberalità;

– Reward based: sistema di finanziamento basato sulle ricompense, per cui chi finanzia il progetto viene ripagato con il prodotto od il servizio finanziato, oppure con altro, ad esempio un riconoscimento od  una collaborazione, ma mai con un corrispettivo in denaro. Attualmente i progetti finanziati con questo metodo hanno coperto i più diversi settori: dai film e video  al design, dalla musica alla tecnologia. Il progetto, tutto italiano, di realizzazione di una stampante 3D è riuscito a raccogliere ben 432.000,00 euro a fronte di una richiesta iniziale di finanziamento di soli 43.000,00 euro, raggiungendo così il record europeo di finanziamenti ottenuti attraverso il crowdfunding;

– Equity based: sistema di finanziamento per cui l’investitore viene ripagato con un pacchetto di azioni o quote nella società. Tale sistema è l’unico compiutamente regolamentato dalla legge italiana , con una procedura piuttosto complessa deputata al finanziamento di sole start up innovative con sede in Italia, che non operino da più di quattro anni e con un valore di produzione annua non superiore ai cinque milioni. La raccolta fondi in questo caso è specificatamente regolata dalla CONSOB e prevede la presenza di almeno un cinque per cento di investitori professionali. Le stesse piattaforme devono essere gestite da soggetti  iscritti in un apposito registro tenuto dalla CONSOB, diviso in due sezioni: una ordinaria  e una speciale riservata a banche e società di intermediazione immobiliare (SIM);

– Lending based: si tratta di un vero e proprio sistema di microprestiti fra privati anche nei confronti di chi non ha i requisiti per l’accesso al sistema bancario, in cui si presta per un dato tempo un importo di denaro determinato in cambio di un tasso di interesse prefissato.  Si tenga comunque  presente che il profilo creditizio del richiedente viene preso in considerazione ed è sottoposto a valutazione.

Indipendentemente dalla metodo prescelto, finanziare un progetto attraverso il crowdfunding significa avere ben chiaro il proprio obiettivo, saperlo raccontare sulle piattaforme di riferimento,  e soprattutto saperlo gestire, sia nella fase di presentazione, sia durante la raccolta fondi (normalmente limitata dalle stesse piattaforme per un periodo che va dai tre ai sei mesi) sia nella fase successiva, in cui è bene siano resi noti gli esiti del progetto ed anche le eventuali ragioni che hanno condotto all’insuccesso. 


Focus Su > 5 PER MILLE
Gli ultimi aggiornamenti
In questi ultimi tempi si assiste ad un continuo susseguirsi di informazioni relative a tale provvidenza, la quale vede tra i suoi beneficiari le Associazioni /Società Sportive Dilettantistiche.Per ultima la notizia che annuncia la avvenuta pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate dei dati relativi al numero delle preferenze dei contribuenti manifestate per l’anno 2014, l’elenco degli Enti beneficiari congiuntamente all’elenco dei soggetti che ne sono stati esclusi. Si ritiene utile segnalare in questa sede che, secondo quanto già comunicato nell’anno 2013 dal Dipartimento per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport – Ufficio per lo Sport – della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche per essere assegnatarie del beneficio, una volta verificata la loro presenza nell’elenco dei soggetti ammessi a cura dell’Agenzia delle Entrate, devono necessariamente seguire la seguente procedura:

1) Accedere alla sezione “5 per mille” del sito internet dell’Ufficio (www.sportgoverno.it) e aprire la sottosezione contenente l’anno di riferimento;

2) Accedere alla pagina “Inserimento dati” utilizzando le credenziali assegnate all’Associazione: Utente ***-**-*** e password **********

3) Compilare il relativo modulo in ogni sua parte ed effettuare la procedura di stampa, avendo cura di compilare il campo relativo al codice bancario IBAN;

4) Sottoscrivere, da parte del legale rappresentante, la stampa del Modello nonché  dell’Allegato 1;

5) Trasmettere all’Ufficio i moduli compilati e firmati unitamente ad una fotocopia, firmata e datata, di un valido documento di riconoscimento del legale rappresentante, il cui invio dovrà avvenire tramite Posta Elettronica Certificata Intestata al rappresentante legale, all’Associazione o al professionista delegato con procura, oppure, in casi del tutto eccezionali, tramite raccomandata A.R. . Non saranno accettati moduli diversi da quelli utilizzati nella compilazione online.

Indirizzo pec: 5xmille.ufficiosport@pec.governo.it

Indirizzo postale: Presidenza del Consiglio dei Ministri -DARST – Ufficio per lo Sport. Via della Fratellanza in Laterano, n. 51 – 00184 Roma 

Per ulteriori informazioni si rinvia alla consultazione della “Guida alla compilazione dell’istanza”, alla sezione “Percorsi – 5 per mille – Dichiarazione anno” del sito www.sportgoverno.itSi evidenzia che detta procedura deve essere eseguita ogni qualvolta l’Associazione/Società Sportiva Dilettantistica risulti nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio pubblicato dall’Agenzia delle Entrate.

Si informa, infine, che ogni variazione intervenuta dopo la data di pubblicazione da parte dell’Agenzia dell’elenco contenente gli importi assegnati a ciascuna associazione, riguardante specificatamente: la denominazione dell’Associazione, la natura giuridica, il codice fiscale, dovrà essere documentata e tempestivamente trasmessa all’Ufficio.

In sintesi si deve tener presente che l’anno successivo alla dichiarazione annuale dei redditi:

– l’Agenzia delle Entrate pubblica gli elenchi dei soggetti beneficiari che hanno eseguito la specifica procedura (le cui fasi sono a tutti note e più volte commentate in questa rivista), con l’indicazione delle somme spettanti a ciascun Ente, in base alle opzioni eseguite dai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi;

– l’Ufficio per lo Sport del Dipartimento degli Affari Regionali, le autonomie e lo Sport, una volta verificata la documentazione, ivi compresi i riferimenti bancari (di cui alla procedura più sopra richiamata), eroga i contributi assegnati a ciascun beneficiario, ovvero, se del caso, formula richiesta istruttoria al fine dei successivi pagamenti.

 

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