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Nuovo Codice di Giustizia Sportiva

Via libera da parte del Consiglio Federale al nuovo codice di giustizia sportiva. Si tratta di una riforma storica per il calcio italiano che anche grazie alla nuova struttura testuale rende lo strumento moderno e al passo coi tempi

Il 12 giugno 2019 è entrato in vigore il nuovo Codice di Giustizia Sportiva della F.I.G.C., approvato dalla Giunta Nazionale del Coni, con deliberazione n. 258 del giorno 11 giugno 2019.

La nuova governante federale ha evidenziato l’esigenza di procedere con una riforma del sistema, per cercare di evitare il ripetersi delle situazioni di criticità che si sono verificate nella passata stagione sportiva.

La celerità del processo sportivo, unitamente alla certezza del diritto e al riconoscimento di principi già espressi nel Codice di Giustizia Sportiva del CONI, tra i quali la parità delle parti, costituiscono le linee guida per la riforma.

Sotto il profilo sostanziale è stato rivisitato anche il principio della responsabilità oggettiva, nell’ottica di individuare tutte quelle condotte positive poste in essere dalle società al fine di attenuarne od escluderne la responsabilità.

Il nuovo Codice è formato da ben 142 articoli, in luogo dei 50 articoli della precedente versione, ed è suddiviso in due parti.

La Parte Prima (artt. 1 – 43), è dedicata alla disciplina sostanziale. Il Titolo primo, in particolare, definisce l’ambito di applicazione oggettivo, delimitandolo alle fattispecie rilevanti sotto il profilo disciplinare e alle regole procedurali, e soggettivo individuando in tutti i soggetti rilevanti per l’ordinamento federale i destinatari del Codice.

La prima modifica sostanziale della normativa in commento, si rinviene nel Titolo Secondo, al comma 3 dell’art. 6 laddove, ai fini dell’individuazione dei limiti di applicabilità della responsabilità oggettiva, assume rilevanza anche il comportamento dei dipendenti delle società indipendentemente dal fatto che ricoprano o meno alcuno dei ruoli essenziali indicati dal sistema licenze nazionali.

L’articolo in esame, sebbene formalmente abbia escluso ogni riferimento lessicale alla locuzione “responsabilità oggettiva”, sembra di fatto estenderne la portata. Le società, infatti, secondo l’attuale formulazione, saranno responsabili oggettivamente anche per fattispecie poste in essere da soggetti direttamente non punibili dalla normativa sportiva. Tale previsione appare mitigata da quanto sancito all’art. 7 il quale, per la prima volta, riconosce nell’adozione dei modelli di organizzazione e gestione, purché idonei, efficaci ed effettivamente funzionanti, carattere di esimente o attenuante della responsabilità delle società. Secondo la precedente formulazione la valutazione dell’Organo giudicante sull’adozione da parte delle società dei modelli di organizzazione e gestione poteva costituire un’attenuante o un’esimente limitatamente alle fattispecie illecite concernenti i comportamenti dei propri sostenitori e solo qualora concorressero altre circostanze attenuanti. Attualmente la valutazione in merito all’applicabilità dell’esimente o dell’attenuante può essere estesa a qualunque fattispecie di infrazione sanzionata dal Codice che comporti altresì una responsabilità in capo alla società coinvolta.

La nuova struttura del Codice di giustizia riconosce carattere generale alle circostanze dell’illecito, siano esse attenuanti o aggravanti, permettendo altresì di modulare la sanzione sulla base della descrizione del fatto, indipendentemente dalla fattispecie contestata.

IL PROCESSO SPORTIVO DAVANTI AGLI ORGANI DI GIUSTIZIA TERRITORIALI

La Parte Seconda del Codice di Giustizia disciplina il processo sportivo.

L’art. 44, comma 1, in particolare, individua i principi cui il processo deve ispirarsi e, nella propria enunciazione, stabilisce che “il processo sportivo attua i principi del diritto di difesa, della parità delle parti, del contraddittorio e gli altri principi del giusto processo”. Tali principi ispiratori, in realtà, richiamano il dettato dell’art. 2 del Codice della Giustizia Sportiva del CONI.

L’art. 44, al comma 6, riconosce natura perentoria a tutti i termini previsti dal Codice di Giustizia sportiva salvo che sia diversamente stabilito. Tale norma rende già chiaro al lettore che la parte preponderante delle modifiche inerisce proprio i termini del procedimento. Per tale motivo occorre fare un’analisi degli stessi per ciascun Organo della Giustizia Sportiva:

  • i Giudici Sportivi,
  • la Corte Sportiva d’Appello,
  • il Tribunale Federale,
  • la Corte Federale d’Appello,
  • la Procura Federale,
  • e gli altri organi previsti dallo Statuto e dai regolamenti federali.

I PROCEDIMENTI DAVANTI AL GIUDICE SPORTIVO

I Giudici sportivi sono articolati a livello nazionale e a livello territoriale. Il Giudice sportivo nazionale è giudice di primo grado competente per i campionati e le competizioni nazionali nonché per le attività agonistiche direttamente organizzate dalla LND.

I Giudici sportivi territoriali sono giudici di primo grado competenti per i campionati e le competizioni territoriali.

I Giudici sportivi giudicano, in composizione monocratica, senza udienza e con immediatezza, in ordine:

  1. ai fatti, da chiunque commessi, avvenuti nel corso di tutti i campionati e delle competizioni organizzate dalle Leghe e dal Settore per l’attività giovanile e scolastica, sulla base delle risultanze dei documenti ufficiali e dei mezzi di prova, rapporti degli ufficiali di gara, eventuali supplementi, o comunque su segnalazione del Procuratore federale;
  2. alla regolarità dello svolgimento delle gare, con esclusione dei fatti che investono decisioni di natura tecnica o disciplinare adottate in campo dall’arbitro o che siano devoluti alla esclusiva discrezionalità tecnica di questi ai sensi della regola 5 del Regolamento di Giuoco;
  3. alla regolarità del campo di gioco, in tema di porte, misure del terreno di gioco ed altri casi similari;
  4. alla posizione irregolare dei calciatori, dei tecnici e degli assistenti di parte impiegati in gare.

I procedimenti sono instaurati:

  1. d’ufficio e si svolgono sulla base delle risultanze dei documenti ufficiali;
  2. su ricorso del soggetto interessato nei casi previsti dall’ordinamento federale.

Il ricorso deve essere preceduto da preannuncio con dichiarazione depositata unitamente al contributo, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria del Giudice sportivo e trasmessa ad opera del ricorrente alla controparte, entro le ore 24:00 del giorno feriale successivo a quello in cui si è svolta la gara alla quale si riferisce.

Il ricorso, contenente l’indicazione dell’oggetto, delle ragioni su cui è fondato e degli eventuali mezzi di prova, deve essere depositato, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria del Giudice sportivo e trasmesso ad opera del ricorrente alla controparte, entro il termine di tre giorni feriali da quello in cui si è svolta la gara. In caso di mancato deposito del ricorso nel termine indicato, il Giudice sportivo non è tenuto a pronunciare eccetto per i ricorsi che riguardino la posizione irregolare dei calciatori.

Il ricorso che abbia come oggetto di contestazione la regolarità del campo di gioco, deve essere preceduto da specifica riserva scritta presentata prima dell’inizio della gara, dalla società all’arbitro ovvero, nel caso in cui la irregolarità sia intervenuta durante la gara o in ragione di altre cause eccezionali, da specifica riserva verbale formulata dal capitano della squadra interessata che l’arbitro riceve in presenza del capitano dell’altra squadra, facendone immediata annotazione sul cartoncino di gara.

Con riferimento ai procedimenti relativi alla posizione irregolare dei calciatori, dei tecnici e degli assistenti di parte, impiegati nelle gare di play off e play out, il ricorso, unitamente al contributo, deve essere presentato entro le ore 24:00 del giorno feriale successivo a quello in cui si è svolta la gara.

Il Giudice sportivo, senza ritardo, fissa la data in cui assumerà la pronuncia. Il provvedimento di fissazione è comunicato tempestivamente agli interessati individuati dal Giudice stesso. Prima della pronuncia, a seguito di espressa richiesta dell’istante, il Giudice può adottare ogni provvedimento idoneo a preservarne provvisoriamente gli interessi.

Per tutti i procedimenti innanzi ai giudici sportivi instaurati su ricorso di parte, l’istante e gli altri soggetti individuati dal giudice ai quali sia stato comunicato il provvedimento di fissazione, possono far pervenire memorie e documenti fino a due giorni prima della data fissata per la pronuncia.

Il Giudice sportivo può effettuare audizioni ai fini della decisione. Se rinvia a data successiva la pronuncia, deve informarne gli interessati, in ogni caso pronuncia senza udienza.

I PROCEDIMENTI DAVANTI ALLA CORTE SPORTIVA D’APPELLO TERRITORIALE

La Corte Sportiva d’Appello Territoriale è competente, quale Organo di secondo grado, sui reclami delle società e dei loro tesserati avverso le decisioni del Giudice Sportivo Territoriale.

Secondo la nuova formulazione, anche il reclamo deve essere preannunciato con dichiarazione depositata unitamente al contributo, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria della Corte sportiva di appello a livello territoriale e trasmessa ad opera del reclamante alla controparte entro il termine di due giorni dalla pubblicazione della decisione che si intende impugnare.

Il reclamo, completo delle motivazioni e contenente le specifiche censure contro i capi della decisione impugnata, deve essere depositato, a mezzo di posta elettronica certificata, presso la segreteria della Corte Sportiva di appello territoriale e trasmesso ad opera del reclamante alla controparte entro cinque giorni dalla pubblicazione della decisione che si intende impugnare.

Quando l’impugnazione riguardi una decisione del Giudice sportivo su procedimento instaurato con reclamo, non possono essere ammesse le domande nuove rispetto agli elementi indicati nelle difese di primo grado. Possono, invero, prodursi nuovi documenti, purché siano indispensabili ai fini del decidere, indicati analiticamente nel reclamo ed inderogabilmente comunicati alla controparte unitamente allo stesso.

Il reclamante ha diritto di ottenere a proprie spese copia dei documenti su cui è fondata la pronuncia di primo grado. La richiesta degli atti dovrà essere inoltrata unitamente al preannuncio. Nel caso di richiesta dei documenti ufficiali, il reclamo deve essere depositato entro cinque giorni da quello in cui il reclamante ha ricevuto copia dei documenti. Controparte, ove ne faccia richiesta, può ricevere copia dei documenti entro le ore 24:00 del giorno feriale successivo a quello in cui ha ricevuto la dichiarazione di preannuncio di reclamo.

Il reclamo della Procura federale deve essere proposto con le stesse modalità e termini indicati nei commi precedenti.

La proposizione del reclamo non sospende l’esecuzione della decisione impugnata.

Entro cinque giorni dal deposito del reclamo, il Presidente della Corte sportiva di appello territoriale fissa l’udienza in camera di consiglio, che deve tenersi entro quindi ci giorni dal deposito del reclamo. Il provvedimento di fissazione è comunicato tempestivamente dalla segreteria agli interessati individuati dal Presidente stesso.

Il reclamante e gli altri soggetti individuati dal Presidente, ai quali è stato comunicato il provvedimento di fissazione, possono far pervenire memorie e documenti fino a quattro giorni prima della data fissata per l’udienza.

La Corte sportiva di appello territoriale ha cognizione del procedimento di primo grado limitatamente ai punti della decisione specificamente impugnati.

Le parti hanno diritto di essere sentite, purché ne facciano esplicita richiesta nel reclamo o nelle controdeduzioni.

La Corte sportiva di appello a livello territoriale decide in camera di consiglio.

Qualora valuti diversamente, in fatto o in diritto, le risultanze del procedimento di primo grado, riforma in tutto o in parte la decisione impugnata, decidendo anche nel merito. In contrasto con i principi del giusto processo e del divieto di reformatio in peius, la Corte, qualora lo ritenga, può aggravare le sanzioni a carico dei reclamanti. Qualora ritenga sussistenti motivi di inammissibilità o di improcedibilità del ricorso in primo grado, annulla la decisione impugnata senza rinvio. Diversamente, qualora ritenga che il Giudice sportivo territoriale non ha provveduto a decidere su tutte le domande propostegli, non ha preso in esame circostanze di fatto decisive agli effetti del procedimento o non ha motivato la propria pronuncia, riforma la decisione impugnata e decide nel merito. Se ritiene insussistente l’eventuale inammissibilità o improcedibilità dichiarata dal Giudice sportivo territoriale, annulla la decisione impugnata e rinvia per l’esame del merito all’organo che ha emesso la decisione.

Al termine dell’udienza che definisce il giudizio viene pubblicato il dispositivo della decisione. La decisione deve essere pubblicata entro quindici giorni dalla adozione del dispositivo.

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