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Occhi puntati sul Mondiale

Emiliano Del Duca con la squadra Il Ct azzurro Emiliano Del Duca e il cannoniere Gabriele Gori parlano di come l’Italia arriva all’appuntamento più importante della stagione, in programma dal 21 novembre all’1 dicembre in Paraguay

Noi la favorita numero uno per vincere il Mondiale? Non scherziamo, c’è il Brasile che è una squadra di livello superiore e poi questa Russia che ci ha battuto nella finale delle FIFA Qualifier. Non la vedevo così forte dal 2014”. Emiliano Del Duca, commissario tecnico della Nazionale italiana di Beach Soccer, è già orientato verso il futuro e verso la grande manifestazione che si svolgerà ad Asunciòn, in Paraguay, dal 21 novembre all’1 dicembre. “Ormai tutti si aspettano la nostra vittoria, dopo il successo all’Europeo di Alghero dello scorso settembre – continua Del Duca -. Ma io dico sempre che vincere è una cosa straordinaria e si arriva lì attraverso il lavoro e l’umiltà. In questo sport può succederti di essere rimontato dalla Spagna a Minsk o di perdere a Mosca contro la Bielorussia a due secondi dalla fine”.

Emiliano Del Duca
Coach Emiliano Del Duca durante il FIFA Beach Soccer World Cup Qualifier 2019 a Mosca

L’IMPRESA

Già, una sconfitta contro la Bielorussia che, dopo la vittoria con la Polonia, aveva complicato tutto per gli azzurri. “Poi c’è stata l’impresa con il Portogallo – prosegue Del Duca -. Una squadra che non battevamo da una vita. Questi ragazzi sono fantastici: abbiamo sconfitto tre volte di fila la Russia prima di perdere in finale… una cosa mai successa prima. Questo è il nostro miglior risultato di sempre alle Qualifier, non bisogna dare tutto per scontato”. E lui, che prima ha vinto tutto con il Terracina e ora sta facendo risultati pazzeschi con la Nazionale, pensa a non fermarsi più. “Già pochi giorni dopo la vittoria dell’Europeo ad Alghero  volevo subito ripartire. Questo è il sogno che avevo fin da quando ero bambino, voglio diventare il migliore di sempre in questo sport. Per questo sto già pensando a come fare un buon Mondiale”.

PASSO DOPO PASSO

E per fare contento il suo commissario tecnico, la Nazionale dovrà procedere partita dopo partita. “Intanto vedremo come affrontare il girone e gli accoppiamenti. Spesso ci sono squadre sottovalutate che nascondono insidie. Il Kazakistan, ad esempio, lo abbiamo affrontato due volte ravvicinate e aveva un impianto di gioco collaudato, così come la Polonia. E poi la Bielorussia, che ha battuto Svizzera, Portogallo e Italia in una manifestazione come le Qualifier”. Un gruppo collaudato, quello della Nazionale, nel quale Del Duca sta inserendo qualche giocatore. “Ormai Josep è nel gruppo, così come Sciacca, che ho inserito perché volevo un attaccante di peso. Può succedere anche con altri nomi, visto che tengo 30 giocatori sotto osservazione in vista del Mondiale. Ricordiamoci, però, che cambiare due giocatori nel beach significa tanto”.

FENOMENO GORI

“Il miglior momento della mia carriera? Sì, è questo. Mi sento in forma e poi la Nazionale ti dà sempre tante soddisfazioni. Qualificarsi al Mondiale è stata una grande impresa: è vero che lo abbiamo fatto le ultime tre volte, ma non è mai facile”. Lo dice Gabriele Gori, per molti quello che oggi è il miglior attaccante al mondo di tutto il movimento. “Pensiamo di non essere i più forti, ma di poter battere tutti. Per questo ci giocheremo il Mondiale senza fare da comparsa”. Lui, che segna raffiche di gol con il Viareggio e con la Nazionale ha avuto un decennio felice, ma adesso si sente ancora più completo. “Il 2016 fu fantastico, quando feci il triplete con il Viareggio, vincendo campionato, Coppa Italia ed Euro Winners Cup. Fui il capocannoniere di tutte e tre le competizioni e mi candidarono al Pallone d’Oro. Ora qualcuno dice che me lo merito, ma io continuo a giocare senza pensarci troppo”.

Gabriele Gori
Gabriele Gori segna in rovesciata in un match del FIFA Beach Soccer World Cup Qualifier 2019 a Mosca

FEELING

Nel Catania sono avversari, ma in Nazionale Gori ed Emmanuele Zurlo sono diventati “i gemelli del gol”. “Lui ha trovato fiducia in se stesso – continua Gori -. Ormai siamo diventati grandi amici, in campo c’è comunque rivalità, ma è una competizione sana. Ho trovato un’intesa e una consapevolezza che in passato avevo avuto solo con Valenti nel Viareggio. Entrambi facciamo di tutto per questa Nazionale, non per noi stessi”. E senza la voglia di vincere di Emiliano Del Duca questo non sarebbe possibile. “La fame maniacale di Del Duca è la stessa che ho io quando segno più di 3-4 gol nelle partite che finiscono con un ampio scarto. Non accontentarmi mai mi porta a trovare motivazioni. Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno chiesto di segnare, lui mi ha sempre detto di pensare al bene della squadra. Mi ha messo tranquillità togliendomi pressioni”.

GOL VIRALE

Protagonista di una rovesciata clamorosa che è diventata virale facendo il giro del mondo, Gabriele “Tin Tin” Gori riassapora ancora il momento della super giocata nella gara tra Viareggio e Catania. “Finita la partita sono riuscito a sentire mio papà dopo diverse ore. Il telefono mi è ‘esploso’ e ancora oggi mi scrivono sui social facendomi vedere il gol ripreso dai media di tutto il mondo. Quando lo riguardo penso ‘ma come ho fatto?’. Non sapevo cosa fare nell’esultanza, poi ho visto tutti i miei compagni saltarmi addosso. Mi sono arrivati i complimenti di Madjer, che mi ha chiamato al telefono dicendomi cosa mi fosse venuto in mente. Sentirselo dire da una leggenda come lui mi ha emozionato”.           

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