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Per gioco, per amore

Lei portiere, lui giocatore a tutto tondo: a unirli è stato il parquet dei palazzetti. E adesso è in arrivo la sfida più bella, da vincere insieme: Arianna, figlia di papà Sergio e mamma Daniela

La vita può cambiare in un attimo, figuriamoci in quattro anni. Nel 2014 Sergio Romano vinceva con l’Italia la nona edizione dell’Europeo, nel biennio 14-15 il triplete Scudetto, Coppa Italia e Winter Cup con l’Asti, poi un’altra Winter Cup con l’Acqua&Sapone. Ora sta attraversando probabilmente il periodo più difficile della sua carriera. Finito ai margini del progetto del Pescara, nel futsalmercato di riparazione si è trasferito a Rieti: “Ma in realtà ho capito che i problemi sono altri – racconta -. Quando torni a casa, dopo gli allenamenti, e ti metti a vedere quale passeggino comprare tra qualche mese, passa tutto in secondo piano”. Già, un problema bellissimo, di quelli che ti cambiano la vita. In un attimo.
La storia d’amore tra lui e la portoghese Daniela Ribeiro, anche lei giocatrice di futsal, di professione portiere, non poteva che nascere all’interno di un palazzetto dello sport. Siamo al Pala Giovanni Paolo II di Pescara, che è stato il teatro delle Final Eight di Coppa Italia dal 2013 al 2017. È il primo marzo 2015. Sergio sta giocando la finale contro i padroni di casa (vinta 6-5 ai calci di rigore) e in tribuna c’è una sua fan. “A fine partita mi avvicinai per regalarle la maglietta – racconta – ma rimasi colpito dalla sua amica (Daniela, ndr). Soltanto con il passare del tempo, scoprii che anche lei giocava”. I due rimangono in contatto con i social network, poi, a fine stagione, sboccia l’amore. Un amore che, i primi di aprile, gli darà Arianna in dono.
La relazione tra Sergio, 30 anni, e Daniela, 29, dura ormai da tre stagioni. Il futsal li ha uniti e contemporaneamente divisi. Si perché per diverso tempo sono stati costretti a incontrarsi nei weekend e in giro per l’Italia, dalla Sardegna al Piemonte, passando per la Lombardia e l’Abruzzo. A inizio anno, il Pescara ha deciso di scommettere su entrambi: Sergio nel maschile e Daniela nel femminile. Ma l’esperienza del portiere non è mai iniziata, perché in estate ha scoperto di essere incinta: “All’inizio avevo paura – racconta la futura mamma – il fatto di non poter fare attività per un periodo così lungo mi spaventava, poi ho capito che nella vita non ci poteva essere una cosa più bella di questa”. A sentirli parlare, si percepisce sin da subito il loro essere follemente innamorati. “Siamo in pieno trasloco, ma non litighiamo quasi mai”, dicono all’unisono. Tra una partita e uno scatolone, Sergio e Daniela si stanno trasferendo definitivamente a Rieti, dov’è c’è un altro papà: l’allenatore Massimiliano Bellarte, compagno di Nanà (giocatrice del Florentia), che nel 2015 ha dato alla luce Samuele. Il Filosofo, così viene soprannominato, saprà dargli consigli non solo su come si sta in campo, ma anche su come si cambia un pannolino. 

STESSA PASSIONE, “FEDE” DIVERSA
E in questo, Sergio promette bene. “È un bravo uomo di casa: lava, stira e cucina. Non mi posso lamentare”, dice Daniela sorridendo. Le uniche discussioni si fanno sulla fede calcistica. Sergio è romano e romanista. Di nome e di fatto. Per intenderci, durante Euro 2014, al termine di una partita decisiva per la qualificazione al turno successivo, la prima cosa che chiese ai giornalisti in zona mista fu: “Che ha fatto la Roma?”. Quando può, anche all’estero, non si perde una partita, grazie soprattutto al suo compagno di Nazionale e amico di una vita Michele Miarelli, portiere e ricercatore seriale di siti e programmi per vedere la Serie A fuori dall’Italia. “Quando siamo andati a vivere insieme ho trasmesso la mia fede calcistica a Daniela, mettendo subito le cose in chiaro – racconta Romano – lei, in compenso, mi ha costretto a tifare Benfica. Abbiamo trovato un giusto compromesso. Sul campionato spagnolo, invece, abbiamo idee diverse. Lei è madridista, io tifo Barca. E quando mi parla di Cristiano Ronaldo, io non posso mettere bocca…”.
Ovviamente, a casa Romano-Ribeiro non si può che parlare di sport. Che scorre nelle vene di entrambi: lui sta per laurearsi in scienze motorie, lei è già un passo avanti e ha due master. Una vita dedicata allo sport e al pallone a rimbalzo controllato. Sergio – cresciuto nel quartiere romano della Montagnola e calcisticamente nel Torrino, sotto l’ala protettiva di Roberto Rosci e il tecnico Maurizio Venditti – si è consacrato negli anni lasciando la sua città e facendo esperienza a Venezia. Poi Canottieri Lazio, Genzano, Asti, Acqua&Sapone e Pescara. Alle spalle oltre 100 presenze con la maglia Azzurra e cinque manifestazioni internazionali tra Europei e Mondiali. Dove non è mai mancato suo papà Stefano, che lo ha seguito in lungo in largo, attraversando i Balcani con il camper per arrivare fino in Croazia, o in aereo per raggiungerlo dall’altra parte del mondo, in Thailandia e in Colombia. “Il mio ultrà”, lo definì Sergio in un’intervista per uefa.com. E prima di conoscerlo, un’ultrà lo era anche Daniela: “Lo ammiravo come giocatore, ma ancora brucia quel gol che fece nel 2014 in semifinale contro il mio Portogallo”, ricorda Ribeiro. Gol che fu determinante per la conquista dell’Europeo in Belgio. “E mai avrei immaginato che sarebbe diventato il padre di mio figlio”, aggiunge. In quel periodo, il portiere più affascinante del futsal italiano era appena arrivato in Italia, a Sinnai, con l’obiettivo di provare un’esperienza al di fuori della sua Porto. 
Da aprile saranno in tre: Sergio, Daniela e la piccola Arianna, più due splendide famiglie pronte ad aiutarli. Romana verace quella di Sergio, numerosa e calorosa quella di Daniela. “Come mi immagino il nostro futuro? Tranquillo e felice”. Nessuna paura, ma tanta semplicità. “Magari un giorno ci sposeremo, intanto ci godiamo questo bellissimo momento, tra progetti, passeggini e pannolini che presto cambieremo. Tutto quello che ci sta accadendo è un motivo in più per apprezzare il dono della vita”. Che può cambiare in un attimo. Bello, come la nascita di una bambina. Frutto di due genitori uniti in amore nel nome dello sport.                              

 

 

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