breaking news New

Quando il nome diventa storia

Un lettore curioso che si trovasse a scorrere l’elenco delle società dilettantistiche del Lazio si accorgerebbe subito che le centinaia di squadre che affollano i vari campionati ricalcano nel nome i centri, più o meno grandi, della regione. I numeri mostrano immediatamente come sia la provincia di Roma quella con il più alto numero di società (più di 300 senza contare quelle del comune di Roma), i cui comuni sono tra i più attivi nel fondare squadre anche in forza del più elevato numero di abitanti e di frazioni: il solo comune di Guidonia-Montecelio conta 20 società, i cui nomi spaziano dal toponimo stesso del comune (Acd Guidonia Montecelio), alle denominazioni delle varie frazioni (Asd Villalba, Asd Villanova) fino a nomi più evocativi come I Centurioni o Atletico Kama o intitolati a personaggi più o meno famosi come lo scrittore Alberto Manzi.

GUIDONIA MA NON SOLO
Molto attivi anche i centri Pomezia, con 17 società i cui nomi ricalcano la denominazione geografica seguita o preceduta da appellativi che rievocano la storia del territorio (Pomezia Laurentum, Enea Pomezia), Fiumicino con 14, Civitavecchia e Cerveteri con 11, Albano, Manziana, Colleferro e Tivoli con 10.

VIRTUOSA LATINA
La seconda provincia più virtuosa in quanto a presenza di squadre è sicuramente quella di Latina con le sue 171 società di cui 37 nel solo comune di Latina stessa, seguito da quello di Terracina che arriva a contarne 21 e i cui nomi si ispirano a toponimi riferibili alla storia romana (Anxur Terracina e Anxur Trenza riconducibili al tempio di Giove Anxur ubicato sul monte Sant’Angelo) o alla più recente e tragica storia moderna con riferimenti alle battaglie della Prima Guerra Mondiale: è il caso della Ssd Hermada che deve il suo nome alla frazione Borgo Hermada, che a sua volta fa riferimento al monte omonimo posto al confine con la Slovenia secondo la volontà espressa dal Partito Fascista nel 1933 che volle, per i centri appena bonificati dell’Agro Pontino, delle denominazioni riferibili a importanti battaglie della Grande Guerra.
Seguono le provincie di Frosinone e Viterbo con, rispettivamente, 136 e 116 società distribuite piuttosto uniformamente sul territorio per quanto riguarda la prima (che stranamente conta solo 4 squadre nel comune principale) mentre quelle della provincia di Viterbo risultano concentrate essenzialmente nel comune omonimo, che arriva addirittura a 21 società i cui nomi fanno riferimento però alle frazioni che lo circondano. Fanalino di coda la provincia di Rieti con appena 76 squadre di cui 24 concentrate nel comune capoluogo.

ATLETICO E REAL
Nel complesso leggendo un elenco alfabetico delle società, a parte denominazioni particolari riconducibili alla storia locale, sembra comunque che nella scelta del nominativo ci sia una netta preferenza nel semplice nome del centro abitato molto spesso preceduto dal termine “Atletico” (con la variante Athletic) o “Real”. Utilizzati anche i termini “Virtus”, “Sporting” e “Nuova”, quest’ultimo quasi sempre in riferimento alla fondazione di società che rinascono dalle ceneri di precedenti esperienze sportive. Non mancano la voce “Città di….” preferita al semplice “Pro” seguito dal nome del centro. Pochissimo utilizzato, anche se molto evocativo, il termine “Fortitudo” (dal latino forza) una variante forse più raffinata del precedente “Pro”.
Da notare la scarsa presenza di termini presi in prestito dalla lingua inglese che, oltre ai già citati “Sporting” e “Athletic”, si riducono a pochi casi di società che premettono al nome del centro o del quartiere la voce “Football”, con qualche appendice di “Futbol”, versione brasiliana-portoghese del termine.

SPONSOR O RELIGIOSI
Un’analisi a parte meritano i nomi delle società presenti nella città di Roma i cui fondatori sembrano prediligere denominazioni legate a sponsor, a istituti scolastici o religiosi, a personaggi più o meno famosi o significativi per la città o per la zona di riferimento, piuttosto che nomi storici legati a rioni o quartieri. Sempre più spesso (per via delle difficoltà economiche) le denominazioni sono l’unione dei nomi di due o addirittura tre comuni limitrofi (Audace Sanvito Empolitana o Serpentara Bellegra Olevano). Poche le eccezioni riconducibili ai XXXV quartieri in cui è suddivisa la città di Roma come per le società Montesacro, Tor di Quinto, Tennis Club Parioli, Salario, Virtus Prenestino, Real Tuscolano, Atletico Ostiense, Junior Portuense, Virtus Prenestino, Us Centocelle, N. Leonina Pietralata, Cisco Collatino, Alessandrino Calcio, Pol. Borgo Don Bosco, Pro Appio, A.S. Montesacro Calcio, Asd Primavalle, Kolbe Ponte Mammolo, FT San Basilo 1960 e Lido di Ostia.            

FOCUS Su > Il Valore Del Marchio
Una volta era un’eccezione, oggi è diventato un “must“. Il logo della società è sempre più un identificativo al quale nessuno (o in pochissimi) vuole rinunciare. D’altronde, basta guardarsi intorno per rendersi conto di essere circondati da loghi di ogni genere e tipo, di altrettanti marchi che cercano in tutti i modi di ricordarvi la loro presenza, in modo discreto o con prepotenza.
Dopo anni – decenni – di convivenza alcuni loghi ci sono diventati molto familiari, al punto da non stupirci più di tanto quando ce li troviamo intorno. Così può e vuole essere pure nel calcio, anche se tra i dilettanti il restyling (per non dire il rifacimento) del logo avviene forse con troppa frequenza. Un logo ben studiato, non troppo invadente e complicato, ma al tempo stesso con una chiara identità, può essere molto importante per trasferire la tradizione del club nel tempo.

Nel Lazio sono tantissime le società che hanno adottato un proprio logo ufficiale. Impossibile dire tutte, perché in alcune categorie di base, forse prima ancora che al logo si pensa ad altri aspetti, sicuramente più importanti. In Eccellenza e Promozione, però, le 108 società partecipanti hanno tutte un proprio marchio, che magari viene rinnovato ogni stagione, ma che comunque le accompagna negli anni. Stessa cosa per la Prima Categoria e finanche per la Seconda, sia pure con qualche non rara eccezione.
Il simbolo più diffuso nei diversi loghi, neanche a dirlo, è il pallone, che dà subito l’idea di appartenza alla disciplina più amata in Italia. Poi, viene lo stemma del proprio Comune, quando si è l’espressione principale, per non dire unica, del territorio comunale. E lo stemma spesso è usato in modo semplice, così come l’araldica lo visualizza. Altre volte, invece, viene accompagnato a delle diciture ufficiali, se non incastonato in scudi, cerchi e stemmi di altro genere. C’è stato anche chi ha provato a usare lo stemma di un casato, ma l’esperimento ha avuto maggiori difficoltà nell’essere portato avanti di quanto i suoi ideatori pensassero. È accaduto all’Empolitana Giovenzano, che aveva voluto abbinare il nome del club a quello di una casata nobile dell’area tiburtina. Nella realizzazione dei diversi loghi, spesso si fa riferimento al “marchio sportivo“ di qualche grande club professionistico. Il più “imitato” è sicuramente il logo del Barcellona, ma altri esempi seguiti sono quelli dell’ovale stile Juventus (con i colori cambiati, ovviamente) oppure il classico scudo stile-Roma.

Ma nell’era di internet c’è anche chi ha affidato al web la scelta del proprio logo. Lo ha fatto la Romulea, che dopo diversi anni ha voluto ridisegnare il proprio stemma societario. Lo stemma vincente (nella foto) è sicuramente il più suggestivo nel lotto delle alternative: il cuore è rappresentato da una “R“ che richiama da molto vicino quella presente sulle magliette degli anni ’50, immediatamente sopra all’anno di nascita, il 1921, che rende la Romulea una delle squadre più antiche della Capitale, ancor più della AS Roma, nata nel 1927. L’amaranto e l’oro si fondono nel nome della squadra, scritto per esteso sotto alla figura dominante, quella dei santi della Basilica di San Giovanni. “Siamo molto orgogliosi di questa operazione – spiega Nicola Vilella, dg della Romulea – e di come si è arrivati alla scelta di questo logo. Il sondaggio ha avuto più di 300 voti e ha raggiunto 8.700 persone all’interno di una delle fan page più seguite
per quanto riguarda il calcio dilettantistico”.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password