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Regola 13 – I calci di punizione

Nel gioco del calcio, come conseguenza alla commissione di una tipologia di fallo o scorrettezza previste dalla regola 12, vengono assegnati due differenti calci di punizione a favore della squadra avversaria del calciatore colpevole dell’infrazione.

I calci di punizione si suddividono in calci di punizione diretti e calci di punizione indiretti (nel linguaggio comune tali calci di punizione vengono talvolta definiti come calci di punizione di prima o di seconda ma tale terminologia non è riconosciuta dal Regolamento).

Prima di esaminare la modalità di esecuzione e le relative infrazioni, pare doveroso sottolineare che il calcio di punizione diretto, se conseguenza di un’infrazione commessa da un giocatore all’interno della propria area di rigore, si trasforma in un calcio di rigore a favore della squadra avversaria.

Come l’arbitro segnala i calci di punizione

Anche a livello di comunicazione e gestualità da parte dell’arbitro esiste una differenza importante tra i due tipi di calci di punizione. Il Regolamento, infatti, prevede che nel caso in cui l’arbitro conceda un calcio di punizione indiretto, questi debba indicarlo sollevando un braccio al di sopra della testa e mantenendolo in tale posizione durante l’esecuzione e fino a che il pallone non abbia toccato un altro giocatore (compagno di squadra o avversario) o cessi di essere in gioco.

Tale gestualità non è solo formale ma può avere importanti conseguenza sul gioco al punto che un calcio di punizione indiretto deve essere ripetuto se l’arbitro omette la segnalazione ed il pallone viene calciato direttamente in porta.

Proprio su quest’ultimo aspetto si sostanzia la principale differenza tra i due tipi di calci di punizione. Il Regolamento prevede differenti conseguenze quando il pallone entra in porta a seconda del tipo di calcio di punizione accordato ed in particolare prevede che:

  • se un calcio di punizione diretto è stato calciato direttamente nella porta avversaria, la rete sarà considerata valida;
  • se un calcio di punizione indiretto è stato calciato direttamente nella porta avversaria, la rete non sarà valida e verrà accordato un calcio di rinvio a favore della squadra difendente (a tal proposito si sottolinea che sia l’arbitro che gli altri ufficiali di gara sono elementi neutri ed un loro eventuale tocco del pallone dovrà considerarsi ininfluente rispetto alle prescrizioni del Regolamento);
  • infine, se un calcio di punizione, sia diretto che indiretto, viene calciato direttamente nella propria porta, la rete non sarà valida e verrà accordato un calcio d’angolo a favore della squadra avversaria. Quest’ultima previsione è molto importante e sancisce una regola fondamentale del gioco del calcio, spesso sconosciuta, per la quale non è possibile segnare un’autorete direttamente su calcio di punizione, indipendentemente che esso sia diretto o indiretto.

Procedura

I calci di punizione devono essere battuti nel punto in cui viene commessa l’infrazione. A tale previsione esistono però delle eccezioni che riguardano:

  • i calci di punizione indiretti in favore della squadra attaccante per un’infrazione commessa all’interno dell’area di porta avversaria, che saranno eseguiti dal punto più vicino della linea dell’area di porta parallela alla linea di porta;
  • i calci di punizione in favore della squadra difendente nella propria area di porta, che saranno eseguiti da un punto qualsiasi di detta area;
  • i calci di punizione per infrazioni concernenti un calciatore che entra, rientra o esce dal terreno di gioco senza autorizzazione, che saranno eseguiti dal punto in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrotto. Tuttavia, se un calciatore esce dal terreno di gioco nella dinamica dell’azione e commette un’infrazione contro un altro calciatore, il gioco verrà ripreso con un calcio di puniz ione eseguito dalla linea perimetrale nel punto più vicino a quello in cui è accaduta l’infrazione; per infrazioni punibili con un calcio di punizione diretto verrà assegnato un calcio di rigore se questo punto è all’interno dell’area di rigore del calciatore colpevole;
  • differenti posizioni previste dalle Regole 3, 11 o 12.

Nell’esecuzione dei calci di punizione il pallone deve essere fermo e chi lo calcia non deve toccarlo di nuovo prima che sia stato toccato da un altro calciatore. Per poter toccare nuovamente il pallone, il Regolamento prevede che un giocatore possa calciare intenzionalmente il pallone contro un avversario al fine di poterlo rigiocare ma solo se il gesto è compiuto senza negligenza, imprudenza o vigoria sproporzionata.

Il pallone viene considerato in gioco quando viene calciato e si muove chiaramente, ad eccezione del calcio di punizione assegnato alla squadra difendente all’interno della propria area di rigore, nel qual caso sarà in gioco quando viene calciato direttamente al di fuori di detta area.

Per la corretta esecuzione di un calcio di punizione, fino a che il pallone non è in gioco, tutti gli avversari devono rimanere ad almeno 9,15 metri dal pallone.

Unica eccezione è rappresentata per i calci di punizione indiretti all’interno dell’area di rigore e ad una distanza inferiore ai 9,15 metri dalla porta contro la squadra difendente; in tale circostanza, infatti, i calciatori difendenti possono disporsi sulla linea di porta, tra i pali.

In ogni caso è fatta salva la possibilità da parte del calciatore che esegue il calcio di punizione di rinunciare tacitamente al rispetto della distanza da parte degli avversari ma in tal caso, qualora il pallone venga intercettato, l’arbitro non dovrà intervenire. Pare doveroso infine ricordare che per tutti i calci di punizione battuti dall’interno della propria area di rigore, il

Regolamento prevede che gli avversari debbano rimanere al di fuori della stessa e potranno entrarvi solo quando il pallone è uscito dalla suddetta area.

Infrazioni e sanzioni

Sulla base delle previsioni fin qui descritte in merito alla modalità di esecuzione dei calci di punizione, il Regolamento ne analizza le infrazioni e stabilisce, conseguentemente, le rispettive sanzioni.

In particolare si stabilisce che se, in occasione di un qualsiasi tipo di calcio di punizione, un avversario è più vicino al pallone rispetto alla distanza prescritta, il calcio di punizione deve essere ripetuto, salvo l’applicazione del vantaggio o che il giocatore incaricato di battere la punizione abbia tacitamente rinunciato alla distanza regolamentare. Se, tuttavia, un avversario impedisce intenzionalmente la rapida esecuzione di una punizione non rispettando la distanza minima prescritta, questi dovrà essere ammonito.

Se quando un calcio di punizione viene battuto da una squadra all’interno della propria area di rigore, qualche avversario si trova ancora all’interno di essa perché non ha avuto il tempo di uscirne, l’arbitro consentirà al gioco di proseguire.

Se un avversario che si trova nell’area di rigore quando il calcio di punizione viene eseguito o che entra nell’area di rigore prima che il pallone sia in gioco, tocca o contende il pallone prima che sia stato toccato da un altro calciatore, il calcio di punizione dovrà essere ripetuto.

Se, quando un calcio di punizione viene eseguito da una squadra dall’interno della propria area di rigore, il pallone non viene calciato direttamente fuori dell’area di rigore, il calcio di punizione deve essere ripetuto.

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e, dopo che il pallone è in gioco, colui che ha eseguito il calcio di punizione tocca il pallone prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore, sarà assegnato un calcio di punizione indiretto; se però il pallone viene toccato intenzionalmente con le mani:

  • sarà assegnato un calcio di punizione diretto;
  • sarà assegnato un calcio di rigore, se l’infrazione è stata commessa all’interno dell’area di rigore della squadra del calciatore che ha eseguito il calcio di punizione, salvo che si tratti del portiere, nel qual caso sarà assegnato un calcio di punizione indiretto.

A differenza di quanto è prescritto in occasione dell’effettuazione di un calcio di rigore, che verrà analizzato nel prossimo articolo dedicato alla Regola 13, il Regolamento prevede che il giocatore incaricato dell’effettuazione di un calcio di punizione può effettuare delle finte, anche insieme ai compagni di squadra, al fine di trarre in inganno gli avversari.

Identikit dell’autore: Filippo Merchiori

Avvocato del Foro di Ferrara ed ex arbitro della CAN- B per cinque stagioni sportive fino al 30 giugno 2015, oggi ricopre il ruolo di Project Leader VAR presso Lega Nazionale Professionisti B.

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