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Regola 2 – Il pallone

La seconda regola del gioco del calcio ha come protagonista la sfera, in tutte le sue declinazioni

Questa regola, l’unica che non ha subito modifiche da parte della circolare n. 1 del 2016, è dedicata al vero oggetto del contendere nel gioco del calcio: il pallone. Il regolamento ne sancisce le caratteristiche principali in modo tassativo e stabilisce che la forma debba essere sferica, debba essere costruito con un materiale approvato, debba avere una circonferenza compresa tra i 68cm ed 70cm (misura n.5), debba pesare tra i 410g e i 450g, debba essere gonfiato con una pressione interna pari a 0,6 – 1,1 atmosfere e non debba riportare pubblicità commerciale. L’unica deroga a queste caratteristiche è concessa per le categorie “Pulcini” ed “Esordienti”, nelle quali si ammette che i palloni in dotazione possano essere di dimensioni ridotte (misura n. 4) e in cuoio leggero o gomma multistrato. Totale libertà viene invece riservata al colore, per il quale si stabilisce che possa anche essere bicolore.

Per tutte le competizioni ufficiali che si svolgono sotto l’egida della FIFA o delle Confederazioni, i palloni devono riportare il marchio di qualità identificato in uno dei seguenti loghi: FIFA Quality PRO, FIFA Quality o IMS – International Matchball Standard; mentre le Federazioni Nazionali possono richiedere l’utilizzo di palloni riportanti uno dei loghi sopra citati per le competizioni da esse organizzate.

I palloni della gara devono essere forniti dalla squadra ospitante o dalla società prima nominata, nel caso in cui la partita si disputi su campo neutro. In caso di finale o spareggio, salvo che non provveda direttamente l’organizzatore della competizione, i palloni devono essere forniti da entrambe le società.

Il regolamento prevede che, per tutti i campionati della Lega Nazionale Dilettanti e della Lega PRO, la società ospitante debba fornire almeno tre palloni affinché il direttore di gara ne possa verificare la corrispondenza alle caratteristiche sopra elencate. Solo per le gare della Lega Nazionale Professionisti (Serie A e B) è obbligatorio l’utilizzo del “Multiple Ball Supply System” al fine di accelerare i tempi per la ripresa del gioco.

Tale sistema, al quale è dedicato ampio spazio nella regola, prevede che la società ospitante metta a disposizione 12 palloni regolamentari, dei quali uno rimarrà a disposizione dell’arbitro per iniziare la gara e un altro al IV ufficiale di gara. I restanti palloni devono essere consegnati rispettivamente a 10 raccattapalle che la società ospitante deve mettere a disposizione, assicurandosi che questi siano vestiti in maniera tale da non confondersi con i calciatori o con altre persone ammesse nel recinto di gioco. I raccattapalle, che devono tendenzialmente rimanere dietro i cartelloni pubblicitari, hanno in realtà una dislocazione prestabilita da regolamento e nello specifico devono posizionarsi nel seguente ordine: due lungo ciascuna linea di porta all’altezza dell’intersezione tra questa e le linee dell’area di rigore, tre lungo ciascuna linea laterale dei quali, uno all’altezza della linea mediana e due a circa 25 metri dalle linee di porta. La società ospitante è responsabile per il comportamento tenuto dai raccattapalle e in particolare per le eventuali condotte antisportive poste in essere dagli stessi durante la gara; per tale motivo la società ospitante deve designare un responsabile che li istruisca per il corretto svolgimento del loro incarico.

Ogni raccattapalle ha il compito di lanciare il pallone in suo possesso al calciatore più vicino che lo richieda, ogniqualvolta il pallone con il quale si sta giocando esca nettamente dal terreno di gioco. Dopo aver lanciato il pallone “di riserva”, dovrà provvedere quindi, nel minor tempo possibile, al recupero del pallone uscito dal terreno di gioco. Laddove il recupero dei palloni sia reso più complicato per la particolare tipologia del recinto di gioco, è previsto l’impego di raccattapalle ausiliari (obbligatori negli stadi in cui il terreno di gioco è circondato dalla pista d’atletica) che hanno il solo compito di recuperare il pallone e consegnarlo al raccattapalle. In ogni caso, il numero complessivo dei raccattapalle, compresi gli ausiliari, non può essere superiore a 20 per tutta la durata della gara.

Un aspetto importante di questa regola è rappresentato dalla sostituzione del pallone difettoso. In particolare si stabilisce che il pallone divenuto difettoso durante un’azione di gioco comporta l’immediata interruzione del gioco da parte dell’arbitro, il quale, una volta sostituito il pallone con uno regolamentare tra quelli di riserva che la società ospitante ha messo a disposizione, lo riprenderà con un propria rimessa nel punto in cui il pallone si è reso inutilizzabile.

Casistica ben differente riguarda invece il caso in cui il pallone divenga difettoso in occasione di una ripresa di gioco (calcio d’inizio, calcio di rinvio, calcio d’angolo, calcio di punizione, calcio di rigore e rimessa laterale). In tutte queste ipotesi, infatti, il regolamento prevede che la ripresa di gioco venga ripetuta. In particolare, la regola precisa che in occasione dei calci di rigore o tiri di rigore, l’esecuzione dello stesso debba essere ripetuta solo se il pallone è divenuto difettoso per effetto del tiro stesso ma prima che il pallone abbia colpito un altro calciatore (verosimilmente il portiere) o la traversa o i pali della porta.

La ratio di tale ultima precisazione risiede nella volontà di salvaguardare il gol o la parata in occasione del calcio di rigore. Ad esempio, se in occasione di un calcio di rigore (o tiro di rigore), il pallone entra in rete e si deforma o scoppia, solo dopo aver toccato il palo o il portiere, il gol dovrà essere convalidato. Al contrario, se nella stessa occasione, il pallone diviene inutilizzabile a seguito della parata del portiere o per effetto dei pali o della traversa e non entra in rete, il calcio di rigore non dovrà essere ripetuto e l’arbitro interromperà subito il gioco per poi riprenderlo con una propria rimessa dopo aver sostituito il pallone. 

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