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Regole 8 e 9 – Dal calcio d’inizio al triplice fischio

Ogni periodo di gara ha un inizio ed una fine. Il calcio d’inizio, anticipato da un fischio di autorizzazione dell’arbitro, è il modo in cui si determina l’avvio dei tempi di una gara, dei tempi supplementari e la ripresa del gioco dopo la segnatura di una rete. La fine di ogni periodo di gioco è invece scandita dal duplice fischio dell’arbitro, per la fine del primo tempo o dal triplice fischio a termine della gara.

Le riprese di gioco sono molteplici e il regolamento dedica le ultime regole, dalla 13 alla 17, a ciascuna di esse. Si annoverano i calci di punizione, i calci di rigore, le rimesse laterali, i calci di rinvio e i calci d’angolo. In questa regola, però, oltre al calcio d’inizio, viene dedicato spazio alla ripresa di gioco da parte dell’arbitro, ossia al modo di riprendere il gioco, dopo un’interruzione da parte dell’arbitro per il quale il regolamento non preveda una delle riprese di gioco analizzate dalle regole che vanno dalla 13 alla 17 del regolamento.

IL CALCIO D’INIZIO

Prima del calcio d’inizio si svolge un piccolo cerimoniale nel quale i capitani delle squadre devono salutare i direttori di gara e il pubblico. In alcuni campionati, come in Italia per la Serie A e la Serie B, il cerimoniale si completa quando tutti i giocatori si salutano tra loro.

Per determinare la squadra che batterà il calcio d’inizio si effettua un sorteggio a centrocampo da parte dell’arbitro alla presenza dei due capitani. Il sorteggio viene solitamente svolto con una moneta e la scelta del “testa o croce” spetta al capitano della squadra ospitata o seconda nominata. In caso di tempi supplementari, questo sorteggio deve essere ripetuto.

Il capitano della squadra che vince il sorteggio avrà diritto di scegliere la porta da attaccare e la sua squadra batterà il calcio d’inizio del secondo tempo mentre la squadra del capitano che ha perso il sorteggio eseguirà il calcio d’inizio della partita. Nel secondo periodo di gioco le squadre dovranno invertire la loro disposizione nel terreno di gioco e attaccheranno in direzione opposta a quella del primo tempo. Durante ogni periodo di gioco, nel caso in cui venga segnata una rete, la squadra che l’ha subita riprenderà il gioco con un calcio d’inizio restando invariata la direzione di attacco.

Prima di ogni calcio d’inizio e fino a quando il pallone non è in gioco, tutti i giocatori devono rimanere nella propria metà del terreno di gioco e i calciatori avversari alla squadra che lo effettua devono posizionarsi ad almeno 9,15 m dal pallone, ossia al di fuori del cerchio di centro campo. Il pallone, fermo sul punto centrale del terreno di gioco, sarà in gioco quando verrà calciato e si muoverà chiaramente a prescindere dalla sua direzione. Questa precisazione ha rivoluzionato il calcio d’inizio a partire dalla stagione sportiva 2016/2017 in quanto, se ora non si richiede più che il pallone debba muoversi in avanti, si evita, di conseguenza, che un attaccante si posizioni nella metà del terreno di gioco avversaria per ricevere il pallone. Nulla vieta, comunque, che il pallone possa muoversi ancora in avanti o addirittura entrare direttamente nella porta avversaria e segnare una rete su calcio d’inizio.

Il calcio d’inizio, in occasione di alcune manifestazioni di beneficenza o gala può essere battuto “simbolicamente” da una persona che non prenderà parte al gioco; in tale occasione il calcio d’inizio dovrà poi essere ripetuto regolarmente dalla squadra titolare secondo il risultato del sorteggio.

Al calciatore incaricato di battere il calcio d’inizio è fatto espresso divieto di toccare nuovamente il pallone prima che lo stesso sia stato toccato da un qualsiasi altro calciatore, pena l’assegnazione di un calcio di punizione indiretto o diretto a favore della squadra avversaria a seconda che il secondo tocco sia avvenuto con il parte del corpo con la quale poteva giocare regolarmente il pallone o volontariamente con le mani. Ogni altra infrazione commessa durante l’effettuazione del calcio d’inizio, ad esempio un giocatore che oltrepassa la propria metà del terreno di gioco prima che il pallone sia in gioco, prevederà la ripetizione del calcio d’inizio.

LA RIMESSA DA PARTE DELL’ARBITRO

Questa ripresa del gioco si effettua ogni volta in cui l’arbitro, per esigenze differenti rispetto a comportamenti non regolamentari dei giocatori, ravvisi l’esigenza di interrompere il gioco. Al momento della ripresa del gioco, l’arbitro, senza emettere alcun fischio, deve lasciar cadere il pallone a terra nel punto in cui si trovava il pallone al momento dell’interruzione e il pallone sarà in gioco non appena toccherà il terreno. L’unica particolarità sul posizionamento del pallone si riscontra in occasione di un’interruzione del gioco quando il pallone si trova all’interno di una delle due aree di porta; in tal caso l’arbitro effettuerà la propria rimessa sulla linea dell’area di porta parallela alla linea di porta nel punto più vicino a dove si trovava il pallone al momento dell’interruzione.

Nel regolamento si precisa che in occasione di tale ripresa del gioco, l’arbitro non deve decidere chi si potrà contendere il pallone, quante persone potranno farlo e nemmeno determinarne l’esito, potendo solo controllare che la procedura si svolga correttamente e non vengano commesse infrazioni o falli di gioco e che la distanza dei calciatori sia tale da poter effettuare correttamente la procedura. Nel caso in cui, infatti, il pallone viene toccato da un calciatore prima di toccare il terreno o se, a seguito della rimessa, il pallone esce dal terreno di gioco senza che nessun contendente lo abbia toccato, la rimessa dovrà essere ripetuta. L’unica particolarità riguarda l’ipotesi in cui, a seguito della rimessa, il pallone entri in una porta senza essere stato precedentemente toccato da almeno due calciatori. In tal caso il gioco dovrà essere ripreso con un calcio di rinvio se il pallone è entrato nella porta avversaria rispetto a chi ha toccato il pallone, oppure con un calcio d’angolo se il pallone è entrato nella propria porta.

 

FOCUS SU > Regola 9
Il pallone “in gioco” e “non in gioco”

Questa è la regola più breve di tutto il regolamento e sancisce unicamente quando il pallone deve essere ritenuto in gioco o meno. Il pallone è considerato non in gioco solo quando il gioco è stato interrotto dall’arbitro oppure quando il pallone ha oltrepassato interamente una linea laterale o di porta, sia a terra sia in aria. Il pallone sarà in gioco in tutti gli altri casi e si precisa che continua a rimanere in gioco anche dopo aver colpito un ufficiale di gara, aver rimbalzato su un palo della porta, sulla traversa o contro una bandierina del calcio d’angolo, senza essere mai uscito dal terreno di gioco.
Con quest’ultima precisazione si vuole far chiarezza su alcuni dubbi interpretativi e confermare che il pallone resta in gioco anche se rimbalza su un ufficiale di gara che si trova appena fuori dal terreno di gioco, ad esempio assistente dell’arbitro o quarto ufficiale di gara ma senza oltrepassare interamente la linea laterale.

Pare doverosa un’ultima precisazione su questa regola che riguarda i provvedimenti dell’arbitro. Il direttore di gara, infatti, potrà assumere decisioni di carattere tecnico (calci di punizione) e disciplinare (ammonizioni o espulsioni) solo quando il pallone sarà considerati in gioco. Con il pallone
non in gioco, invece, l’arbitro potrà assumere solo decisioni di carattere disciplinare e rimarrà invariata la ripresa del gioco in base al motivo dell’interruzione.

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