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Rimborsi spese indennità e compensi

Degli emolumenti e rimborsi spese abbiamo avuto modo di occuparcene a suo tempo ma principalmente con riguardo agli adempimenti in capo alle Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche quali sostituti d’imposta e, in particolare, in occasione della emanazione del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate in conseguenza delle previsioni di cui al D.Lgs. 175/2017(1).

Si ricorda che con detto Atto Dirigenziale è stato istituito il rilascio in forma obbligatoria della Certificazione Unica (acronimo CU), a mezzo della quale il sostituto di imposta attesta la natura ed il relativo ammontare di ciascuna erogazione di denaro ai propri collaboratori in funzione delle mansioni a loro accordate e svolte a favore della attività sportiva dilettantistica esercitata.

In tale ambito le prestazioni dei singoli possono essere:

– a titolo gratuito, cioè con modalità volontaristiche al solo fine del raggiungimento degli scopi dell’Ente sportivo-dilettantistico. In assenza di specifiche direttive degli organi pubblici preposti, si ritiene che in presenza di prestazione assolutamente gratuita non vi sia alcun obbligo assicurativo e/o previdenziale;

– retribuite, cioè in base ad un rapporto di lavoro subordinato, parasubordinato o assimilabile al lavoro dipendente. Di tale fattispecie di rapporto di lavoro non ci occuperemo in questa sede, rinviando le singole specificità e peculiarità alle vigenti disposizioni in materia giuslavoristica, sia sotto l’aspetto economico che previdenziale ed assicurativo.

Pertanto, verranno qui trattate le sole prestazioni fornite da soggetti volontari che, nonostante la loro rinuncia a compensi di natura economica, hanno oggettivamente diritto ad eventuali reintegrazioni patrimoniali per quanto sostenuto in nome e per conto dell’Ente sportivo dilettantistico, al fine della realizzazione di eventi sportivi in funzione del proprio mandato.

Per quanto sopra, si rende necessario distinguere tra soggetti che operano vo lontariamente nello svolgimento dell’attività sportiva dilettantistica:

– direttamente, quali gli atleti, gli allenatori, i preparatori atletici, i direttori sportivi, i giudici e commissari di gara;

– indirettamente, come i dirigenti, amministratori e collaboratori amministrativi gestionali non professionali:

– i primi, dirigenti ed amministratori, che con la loro qualifica e partecipazione consentono la realizzazione della manifestazione sportiva;

– i secondi, collaboratori amministrativi gestionali non professionali, la cui opera è diretta alla organizzazione dell’attività amministrativa (iscrizione campionati e tornei, tesseramento atleti e tecnici e quant’altro) nell’ambito della federazione di appartenenza, soddisfacendo il requisito del collegamento fra l’attività resa e manifestazione sportiva, a prescindere dalla realizzazione di uno specifico evento (A.E. Ris. 17.5.2010 n. 38). In tal senso anche le eventuali attività esercitate dall’ente sportivo di formazione, didattica, preparazione e assistenza all’attività sportiva dilettantistica (art. 35, c.5, D.L. 30.12.2008, n. 207).

In occasione dell’apertura annuale dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi persone fisiche, si è ritenuto utile riproporre ai nostri lettori  i relativi adempimenti dichiarativi ma, questa volta, in capo ai volontari, come sopra individuati, percettori di indennità, rimborsi spese e compensi vari.

Posta la diversa natura che deve essere attribuita a quanto percepito in funzione delle diverse qualifiche personali del percettore, è da tener presente anche della possibile scelta, ad esso attribuita, della diversa modalità dichiarativa da operare per l’utilizzo, in alternativa, di uno dei due modelli di dichiarazione annuale dei redditi attualmente previsti, ossia:

modello 730/2017, periodo di imposta 2016;

ovvero

modello dichiarazione dei redditi P.F. 2017 periodo di imposta 2016;

Premesso ciò, è necessario trattare le particolari modalità di redazione della dichiarazione dei redditi, al fine della relativa tassazione, individuando oggettivamente tra le diverse classi omogenee di erogazioni di denaro da parte delle Società/Associazioni Sportive Dilettantistiche nell’esercizio diretto di attività sportive, posto che, si ribadisce, con tale locuzione il legislatore ha voluto individuare i soggetti le cui prestazioni sono funzionali alla manifestazione sportiva dilettantistica, determinandone, in sostanza, la concreta realizzazione, ivi compresi coloro che nell’ambito e per effetto delle funzioni di rappresentanza di norma presenziano all’evento sportivo (A.E. Ris. 34/E del 26.3.2001).

Trattasi in sostanza di:

– indennità di trasferta, rimborsi à forfait di spesa, premi e compensi erogati dal Coni, dalle Federazioni Sportive Nazionali, dall’Unire, dagli Enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto (T.U.I.R. – Art. 67, comma 1, lett. m, primo periodo);

– compensi erogati per prestazioni derivanti da collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale rese in favore di Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche (T.U.I.R. – Art. 67, comma 1, lett. m, secondo periodo).

Dette erogazioni vengono definite dal legislatore fiscale, al richiamato Art. 67 T.U.I.R. 917/86, redditi diversi in capo ai singoli percettori che, come anticipato, dovranno dichiararli nella propria dichiarazione annuale dei redditi per costituirne, assieme ad eventuali altri, il reddito complessivo proprio ai fini dell’assoggettamento all’imposta sulle persone fisiche (IRPEF).

Però, tale disposizione viene successivamente mitigata per effetto dell’inserimento nel nostro ordinamento tributario della Legge 21.11.2000 n. 342, e succ. mod., che con l’art. 37 prevede, appunto per i compensi connessi alle prestazioni nell’ambito dell’esercizio di attività sportivo-dilettantistica, una scaletta di franchige fiscali e precisamente per tutti i compensi percepiti comunque denominati:

a)  fino a Euro 7.500,00, esenti da imposte e perciò non concorrono alla formazione del reddito complessivo del percettore;

b) da Euro 7.500,01 a Euro 28.158,28, cioè sugli ulteriori Euro 20.658,28, soggetti a ritenuta a titolo di imposta (IRPEF) applicando solo su quest’ultimo maggiore importo l’aliquota del 23%;

c) oltre Euro 28.158,28, cioè a partire da Euro 28.158,29, soggetti a ritenuta, sempre con l’aliquota al 23%, ma a titolo di acconto.

Si precisa che:

– gli importi di cui alla lettera b), cioè quelli assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta definitivo pur non concorrendo alla formazione del reddito complessivo, devono essere utilizzati per la determinazione delle aliquote per scaglioni di reddito;

– gli importi di cui alle lettere b) e c) sono soggette anche ai fini delle addizionali IRPEF Regionali e  Comunali.

I rimborsi di spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale, in cui ha sede l’Ente sportivo, qualora fiscalmente documentate non costituiscono reddito per il percettore.

Per una corretta applicazione delle richiamate norme, le istruzioni ministeriali alla redazione del mod. 730 e della Dichiarazione dei redditi PF 2017 consigliano l’utilizzo della tabella qui riprodotta e contraddistinta dalla lettera A. Per continuità con quanto precedentemente esposto in questa rivista(1) si ripropongono gli stessi esempi numerici corretti riprodotti nella tabella B.

A completamento di quanto fin qui illustrato si propone la rappresentazione in dichiarazione dei redditi della terza ipotesi nella tabella C.

(Clicca sulle immagini per ingrandire)

 

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