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Rossana, il ritiro è respinto

Ispira e disegna calcio. Dalla sua mente al suo piede destro, passando dal cuore e dalla compagna di difesa Ilaria, inseparabile alleata calcistica da oltre dieci anni. Con un cognome così, non sarebbe potuto essere diverso: Pinto (participio passato di pingere, che per il Dizionario De Mauro è dipingere, ricamare, descrivere, evocare). Rossana spiega come si fa alla sua squadra, ferma ad ascoltarla nel cerchio del campo, dove rimane poi a giocarci, pulendo la propria area di rigore e apparecchiando per il gol agli avversari, con i suoi lanci senza età. Questo mese andiamo alla scoperta di una calciatrice “atipica” rispetto alle giovani colleghe che via via vi abbiamo presentato in questa rubrica perché Rossana di anni ne ha 37, ma è una persona che dà all’età anagrafica scarsa rilevanza e almeno tre gol di distacco; come quelli inflitti al Copertino (vittoria 4-1) col suo Conversano, nello spareggio per sbarcare nella serie A di futsal. 

Gol pesanti realizzati oggi sul parquet perché dopo una vita nel pallone, nell’agosto passato ha scelto il n.°4 col rimbalzo controllato. Nello scorso aprile l’ennesima vittoria. È stata diversa?

“Si è consumata la stagione più emozionante – risponde – perché sento il termine della carriera molto vicino e le emozioni che ne sono scaturite avevano la forma di lacrime d’addio. In me c’era la sensazione che qualcosa stesse finendo. Ciò non significa che non giocherò più, è una decisione che non ho ancora preso definitivamente. Con il futsal si vivono emozioni diverse, è un altro sport che comunque mi sta piacendo”.

Com’è spostarsi dal calcio a 11 a quello a 5?: 

“È stata una scelta difficile ma praticandolo è diventato tutto più semplice, naturale. Lasciavo qualcosa che amavo per qualcosa di nuovo a cui dovevo adattarmi e grazie al mio carattere, ci sono riuscita”.  Quale è il segreto di Rossana che a quasi 40 anni fa ancora la differenza in campo? “È tutto nella mente – precisa sorridendo -.

Se fai qualcosa professionalmente riesci a mantenere certi standard.

Io amo lo sport in generale e al termine della stagione pratico anche altre discipline. Adesso, per esempio, sto giocando a tennis. Tra poco inizierà il periodo del beach volley e sono  insegnante di scienze motorie nelle scuole superiori”. Attitudini che sembrerebbero condurla dritta alla carriera di mister. 

Si vede in panchina?

“Sono consapevole che la mia decisione di smettere nasce anche dalla voglia di intraprendere l’avventura da allenatrice. Infatti non appena ho preso il patentino UEFA B ho ricoperto il ruolo di collaboratore tecnico di mister Tony Marzella, affiancandolo due volte nel Torneo delle Regioni di futsal vinto, con la Rappresentativa femminile Puglia, nel 2007. I presupposti per allenare ci sono tutti. Adesso basta solo aspettare che la mia testa mi dica di appendere gli scarpini per vedere il football da un’altra prospettiva”.

Abbiamo chiesto anche a Claudio Sottile, giornalista collaboratore dell’area comunicazione del CR Puglia e dell’Assocalciatori, già addetto stampa della Pink Bari nella stagione 2014/2015, un profilo di Rossana Pinto. “Gli 883 cantavano ‘Tieni il tempo, con le gambe e con le mani’. Questa frase, presa dal ritornello, si incastona perfettamente con l’essenza di Rossana. La vedevi sempre entrare in tackle o alzare la testa per verticalizzare. Quando era nella fase di non possesso col suo dito indice telecomandava la propria compagna di squadra per arginare l’avanzata avversaria. Lei è una giocatrice ordinata, fuori e dentro il terreno di gioco. Raramente in carriera è stata da 8 in pagella, ma sfido chiunque a trovare delle gare con delle sue gravi insufficienze. Quando deciderà di dire stop, sono sicuro che quelli che sarao i suoi calciatori o le sue calciatrici beneficeranno della sua esperienza, della sua sagacia tattica e della sua educazione”.

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