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Rudi José García: un francese alla conquista dell’Europa

La grinta di Rudi Garcia, un francese alla conquista dell'Europa Pressing alto e possesso palla le chiavi di un gioco votato prevalentemente alla fase offensiva

Nato in Francia, ma di origini Andaluse, ottenuta una laurea in Scienze Motorie in tasca, Rudi José García (figlio di un ex calciatore) ha avuto una breve carriera da giocatore, pregiudicata dai continui infortuni che lo hanno costretto ad abbandonare il calcio giocato a soli 28 anni, dopo aver militato nel Lilla, Caen e Martigues.

Riparte come allenatore-giocatore con i dilettanti del Corbeil-Essonne mentre inizia la sua professione come preparatore atletico nel Saint-Étienne e ne diventa presto il tattico, ossia colui che valuta il posizionamento in campo degli avversari e ne studia le contromosse. Nel nuovo millennio è promosso viceallenatore della squadra e ne diventerà allenatore dopo pochi mesi subentrando in corsa a Jean-Guy Wallemme.

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Nel 2001 a fine stagione lascia l’Etienne e a Dijon inizia un ciclo di 5 anni: nel 2002 ottiene la promozione in Ligue2 e l’anno successivo è semifinalista in coppa di Francia. Nel 2007 il Le Mans gli offre la possibilità di esordire nella Massima serie, ma il nono piazzamento conquistato non gli vale la riconferma per il campionato successivo. Passato al Lille guadagna presto un quinto posto e relativa qualificazione in Europa League, è campione d’inverno due stagioni dopo e conquisterà l’accoppiata campionato-coppa nazionale (battendo il Paris Saint-Germain con un gol nei minuti finali).

Al termine della stagione 2010-2011 viene nominato migliore allenatore della Ligue1 e viene inserito al settimo posto dei migliori allenatori del mondo dell’anno.

Schemi di gioco rudi-garcia-un-francese-alla-conquista-delleuropa-schema1
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Firma un contratto biennale da 1,2 mln di euro a stagione con la Roma nel giugno 2013 e vince le prime dieci gare di campionato alla guida dei Giallorossi, l’inizio migliore di sempre per i capitolini. Chiuderà il campionato al secondo posto con 85 punti all’attivo, stabilendo il record capitolino in massima serie e questo gli varrà il rinnovo da 2,5 mln.
Nonostante una media punti di 1,87 e due secondi posti in Coppa Italia viene sollevato dall’incarico, passa alla guida dell’Olympique Marsiglia (contratto triennale) con il quale dapprima ferma il PSG capolista e poi conquista la finale di Europa League.

Rudi Garcia ha schierato sin da subito l’Olympique con il sistema di gioco a lui più congeniale, il 4-2-3-1, lavorando sulla semplicità di manovra e sul talento dei propri giocatori offensivi che vanta un discreto numero di trequartisti (Thauvin, Payet, Ocampos, Sanson…). Il tecnico non ha lavorato su un’organizzazione posizionale molto raffinata né su altri meccanismi troppo definiti poiché l’Olympique Marsiglia è una squadra che cerca di costruire le proprie azioni in modo semplice, affidandosi al talento dei propri giocatori offensivi; non ama giocare a ritmi alti, preferisce controllare la partita tramite il possesso palla e attacca sfruttando azioni manovrate. Degli oltre 60 gol segnati la scorsa stagione, solo 4 sono arrivati in contropiede.

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