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L’anticipo

Con l'evolversi del calcio la vita per i difensori si è complicata sempre di più. Scopriamo come si può lavorare sul campo per migliorare uno dei gesti tecnici chiave a loro disposizione: l'anticipo

Fu Edson Arantes do Nascimento, detto Pelè, a definire il calcio come “il gioco più bello del mondo” (1958, Mondiali di Svezia), uno sport accessibile a tutti, coinvolgente, passionale e soprattutto popolare (con circa 3 miliardi di fan/supporter  fra Europa, Africa, Asia e continente americano). Uno sport che ha saputo evolversi, aggiornarsi, stare al passo con i tempi. Il calcio è uno sport che riesce a regalare emozioni uniche ad atleti e tifosi e per fare questo bisogna premiare lo spettacolo che, in buona sostanza, si concretizza nel fare gol. Le tv e il business hanno da sempre privilegiato il gol e lo spettacolo, puntando i propri riflettori sugli attaccanti, divenuti per forza di cose sempre più importanti, mentre i difensori hanno dovuto fare i conti con un gioco le cui regole non li favorivano.

Nel tempo però è cambiato anche il concetto di difesa e difensore, passando da uno o due difensori in marcatura rigida con il libero a protezione staccato qualche metro dietro di loro, alla marcatura a zona con tre, quattro, anche cinque difensori disposti sul terreno di gioco, in orizzontale, ognuno a proteggere il proprio spazio di competenza. Così il ruolo del difensore è cambiato, si è dovuto adeguare al nuovo scenario che si è venuto a creare modificando il proprio posizionamento, i principi tattici individuali (comportamenti attuati in relazione alle circostanze di gioco affinché un gesto tecnico possa risultare efficace), le posture, il modo di correre e di sfruttare il contatto con il suolo.

Oggigiorno i difensori sono sempre più tecnici, partecipano alla costruzione del gioco (dal basso) e divenentano quindi protagonisti sia nell’avvio della manovra che nel creare la superiorità numerica. Siamo quindi dinanzi a un mutamento continuo, in cui spiccate abilità individuali devono poi confluire in un progetto comune, fatto di collaborazione.

Il difensore moderno è perciò un atleta consapevole dei propri mezzi  che lo porteranno a prendere decisioni repentine in funzione dei molteplici scenari tattici, e flessibile al punto da saper affrontare, in tempo reale, qualunque situazione di gioco. Il ruolo del difensore però resta sempre arduo: non far fare gol agli avversari, nonostante tutto e tutti. Il difensore deve saper limitare i movimenti e le iniziative degli attaccanti, mantenendo una distanza tale da contenere ogni loro azione.

Tra i movimenti mirati a neutralizzare le iniziative offensive degli avversari c’è l’anticipo. Saper decifrare più rapidamente l’intento e il movimento degli avversari in generale, e di chi gestisce la palla in particolare, significa comprendere anticipatamente lo sviluppo del gioco e attuare le giuste strategie per agire di conseguenza. Si parla di anticipo quando il movimento del difendente sul diretto avversario permette di riconquistare la palla o di interromperne l’azione; il difensore deve quindi cogliere il momento opportuno per inserirsi sulla traiettoria di passaggio per l’intercetto anziché rimanere a marcare l’avversario.

Nell’anticipo la posizione del difensore dipende dalla posizione dell’avversario, occorre buona velocità di esecuzione, un grande senso dell’orientamento, un’attenta valutazione spazio-tempo, prevedere l’azione del diretto avversario muovendosi prima di lui e, non ultimo, valutare la posizione e la velocità del pallone. è molto importante capire anche come il diretto avversario riceverà il pallone nonché il comportamento del portatore di palla.

Il processo di apprendimento che attribuisce al calciatore le corrette regole difensive “risulta più facile da assimilare rispetto a determinati sviluppi offensivi in cui il talento e la capacità tecnica individuale sono elementi imprescindibili. Per difendere bene, infatti, è necessaria una cultura del lavoro improntata alla cura del dettaglio, unita a grande capacità di attenzione-concentrazione e intelligenza calcistica”.

ESERCITAZIONI > PROPOSTE

Esercitazione per l’anticipo dei difensori sugli attaccanti

1) Partita a tema di 15 minuti che si svolge tra 2 squadre composte ognuna da 4 difensori e 3 attaccanti che giocano a tre o due tocchi. Bisogna premiare il gol effettuato nella porticina avversaria ma anche ogni anticipo di un difensore sul rispettivo attaccante (come in figura). Come variante si può prevedere che ad ogni anticipo riuscito venga eliminato l’attaccante e in caso contrario venga eliminato il difensore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) All’interno del rettangolo giocano 4 difensori e 1 attaccante mentre sul perimetro si schierano altri tre compagni di quest’ultimo. Obiettivo dell’attaccante è ricevere palla mentre quello dei difensori è lavorare sull’anticipo. Si possono premiare i difensori con un punto ogni volta che riescono ad anticipare l’attaccante.

Con il trascorrere del tempo si possono aumentare il numero degli attaccanti all’interno dell’area di gioco ed eventualmente attribuire un punto anche a loro nel caso in cui riescano a trasmettersi la palla senza essere intercettati. Se l’attaccante all’interno riceve palla la deve subito far pervenire a un compagno.

3) Ogni difensore potrà porsi in modo da ostacolare il portatore di palla avversario nel trasmetterla al proprio compagno perché “coperto”, una sorta di marcamento inconsueto visto che il difendente gioca di anticipo ed effettua una presa di posizione diversa dalla classica marcatura che possiamo definire “a difesa della porta” in cui il difensore si posiziona sulla linea palla-porta alle spalle dell’attaccant

 

 

4) La nuova disposizione permette di tenere in considerazione sia la linea palla-porta che quella più esterna. Il difensore potrà anticipare l’avversario nelle zone A e B, tentare di contrastare nella zona C e gestire la profondità in zona D.

 

 

 

 

 

ESERCITAZIONI > LA PSICOCINETICA

Lo scopo della psicocinetica è quello di contribuire a formare un calciatore che sappia osservare la realtà, modificando nel più breve tempo possibile un comportamento/ movimento/ programma motorio in base agli stimoli esterni che si presentano.

1) I calciatori dovranno prestare attenzione alla lettera nominata dall’allenatore e spostarsi nel quadrato corrispondente per poi eseguire l’esercizio corrispondente (balzi, skip,ecc…). Non appena l’allenatore chiamerà l’uscita, i giocatori si dovranno dirigere verso il cono del colore corrispondente.

 

2) Vengono collocate in campo quattro postazioni aventi un numero di coni differente l’uno dall’altro. L’esercizio ha inizio quando due giocatori si trovano al centro dello spazio delimitato dalle postazioni, l’uno di fronte all’altro ed equidistanti dai conetti. Non appena l’allenatore chiamerà un numero, i calciatori dovranno correre verso la postazione corrispondente. Una possibile variante potrebbe essere quella di far correre gli atleti in direzione opposta a quella chiamata.

 

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