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La transizione

La fase di transizione nel calcio moderno è sempre più importante. Scopriamo come allenarla sia in fase in difensiva che offensiva

Il calcio è uno sport in continua evoluzione sotto molti punti di vista; quello moderno è indubbiamente più dinamico e veloce rispetto al passato, con alcune reti che nascono da ribaltamenti di fronte, causati da una riconquista del possesso palla, che colgono di sorpresa l’avversario poiché impegnato nella propria azione d’attacco. Le ripartenze sono perciò azioni di attacco eseguite alla massima velocità che si effettuano immediatamente dopo aver conquistato il possesso palla. Il termine “ripartenza” può essere considerato la versione moderna del famoso e vecchio “contropiede” (veloce ribaltamento del gioco, con transizione rapida da fase difensiva a fase offensiva) con alcune piccole differenze: oggi le azioni di ripartenza vengono a crearsi nel momento in cui si passa dal “non possesso palla” al “possesso palla” e si evolvono in velocità sfruttando sovrapposizioni, inserimenti, incroci, tagli e tutti i possibili movimenti d’attacco di squadra. Le verticalizzazioni hanno lo specifico obiettivo di guadagnare tempo e spazio in modo da raggiungere la porta avversaria (che è poi l’obiettivo prinicipale) nel più breve tempo possibile.

Reti in contropiede (Serie A – Premier League)
(Clicca sull’immagine per ingrandire)

 

Nel vecchio contropiede il movimento era organizzato da 2 o 3 giocatori, piuttosto che da tutta la squadra, utilizzando sia il lancio lungo verso le proprie punte sia il portare palla dalla propria metà-campo sino al limite dell’area avversaria, cercando la conclusione a rete oppure di eseguire un assist verso un compagno. La ripartenza è quindi resa possibile dal fatto che al momento della riconquista della palla vi siano pochi avversari sotto la sua linea e, nell’ottica di organizzare la propria squadra sfruttando tra le altre cose il contrattacco, diventa fondamentale abituare tutti i giocatori a gestire in maniera ottimale le ripartenze veloci e perciò l’organizzazione tattica offensiva, la velocità e i sincronismi tra compagni.

Agire celermente dopo la riconquista della palla, occupando gli spazi non presidiati dalla squadra avversaria, rappresenta un atteggiamento fondamentale per massimizzare i profitti derivanti dalle azioni di ripartenza. L’aspetto temporale e quello psicologico giocano un ruolo chiave poiché determinano la risposta individuale che ogni atleta fornisce al variare della situazione in campo, passando di fatto da una situazione di vantaggio (attacco) a una diametralmente opposta, e l’adattamento non è affatto scontato.

Importante per chi “riparte” è quindi valutare nel minor tempo possibile dove si è recuperato il pallone, il numero di calciatori che hanno partecipato alla riconquista e quanti potranno prendere parte al contrattacco, quali sono le zone da attaccare, il modo più veloce per arrivare alla conclusione in porta e, non ultimo, come disporsi in campo per contrastare un’eventuale perdita del possesso palla (copertura preventiva).

1)

 

Esercitazione che permette di apprendere i principi delle ripartenze: 3 attaccanti contro 2 difensori, 10/15 secondi per ogni azione. Gli attaccanti dovranno sviluppare un’azione offensiva sfruttando la velocità, la corsa e lo smarcamento. I difensori dovranno temporeggiare tentando di rallentare o interrompere l’azione avversaria.

2) 

Partita a tema di 10 minuti che si svolge tra 2 squadre composte da 8 calciatori ciascuna. Chi è in possesso palla dovrà passare il pallone a un proprio compagno solo in avanti (né orizzontalmente né all’indietro) al fine di guadagnare tempo e spazio.

3)

Partita a tema di 15 minuti che si svolge tra 2 squadre composte ognuna da 7 calciatori.
Chi è in possesso palla deve poter arrivare a concludere a rete con un numero limitato di passaggi (4 o 5) al fine di guadagnare tempo e spazio.

4)

 

Due squadre si affrontano all’altezza del centrocampo. Una delle due, in possesso palla, deve raggiungere un certo numero di passaggi consecutivi al raggiungimento del quale il pallone può essere trasmesso verso la porta avversaria per eseguire una ripartenza.

5)

Inizialmente 5 attaccanti contro 3 difensori
avranno l’obiettivo di segnare una rete, nel minor tempo possibile, nelle due porte ridotte collocate a centrocampo. I difensori avranno invece il compito di temporeggiare e impedire le verticalizzazioni in attesa che i compagni fuori dal campo entrino a loro supporto a intervalli predefiniti (ad esempio ogni 5 secondi).

6)

 

La squadra viene schierata all’altezza del centrocampo. Mentre i calciatori si passano il pallone, l’allenatore indicherà l’avvio della transizione negativa obbligando tutti a scalare verso il colore proposto. A questo punto l’allenatore, suggerendo uno dei 4 palloni collocati sulla linea di centrocampo, permetterà alla squadra di contrattaccare sviluppando una manovra unicamente in verticale.

7)

Si crea all’altezza del centrocampo uno spazio delle dimensioni sufficienti per permettere un lavoro ad alta intensità a 8 calciatori (ad esempio 25×20 oppure 25×30). A 5/10 metri dall’area di rigore 4 sagome delineeranno la linea del fuorigioco. I difensori (rossi) avranno il compito di conservare il possesso palla e si andrà a premiare il raggiungimento di un numero soddisfacente di passaggi (ad esempio, 1 punto ogni 15 passaggi consecutivi completati). I tre attaccanti (blu) dovranno organizzare un’azione di pressing per recuperare la palla e subito dopo mettere in movimento una delle due ali che attendono in posizione esterna al rettangolo centrale. L’ala che riceverà il passaggio e il suo opposto dovranno ripartire il più velocemente possibile cercando la conclusione a rete, ostacolati da un unico difensore in attesa dinanzi alla linea del fuorigioco. Verificare sempre sia la velocità di esecuzione, sia l’atteggiamento dei difensori nel momento in cui perdono il possesso della palla, che dovranno quindi essere aggressivi per non permettere di innescare le due ali.

 

 

 

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