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Il Pressing

Da non confondere con la “pressione”, esprime una fase dell'azione improntata sul gioco di squadra collaborativo in fase difensiva

Nel gergo calcistico il pressing è un’azione compiuta da più giocatori (azione definita quindi “di tattica collettiva”), attuata in situazione di non possesso palla (fase difensiva).

I termini “pressione” e “pressing” non hanno il medesimo significato ed è necessario fare una distinzione di significati: il primo termine identifica un’azione individuale avente l’obiettivo di limitare tempi e spazi della giocata al possessore di palla avversario, il secondo presuppone, per la sua applicazione, la collaborazione di più giocatori che nello stesso momento vadano a effettuare i movimenti richiesti per il raggiungimento della finalità comune.

Possedere abilità e tecnica individuale, mobilità, velocità e aggressività sono elementi che devono essere alla base del bagaglio personale di ogni singolo calciatore per portare a compimento un’azione di pressing collettivo efficace. Riveste particolare importanza anche una buona preparazione atletica visto che ciò comporta un ragguardevole dispendio energetico. Per effettuare gli sprint necessari a portare pressione agli avversari, spostamenti e smarcamenti i calciatori adottano una continua alternanza d’impieghi metabolici, una produzione media di energia pari a 5700 Kj e questo dà la misura del fatto che non sia possibile assistere a una gara in cui una squadra applichi novanta minuti di pressing.

ARMA TATTICA

Sui campi di calcio e in TV è possibile parlare di “squadra in pressing” quando la palla è in possesso degli avversari e più giocatori collaborano alla riconquista della palla comprimendo i tempi e gli spazi della giocata in modo da far risultare meno agevole la manovra offensiva avversaria e favorire la riconquista della palla.

Il pressing è un’arma tattica utilizzata in diversi sport di squadra che può essere messa in atto in qualunque parte del terreno di gioco; questa non è sempre orientata alla riconquista della palla, ma sovente viene utilizzata per non far verticalizzare il gioco degli avversari.

Nel pressing condotto in fase di attacco, un ruolo decisivo è ricoperto dagli attaccanti che hanno il compito di rendere il meno fluida possibile la giocata dei difensori in possesso di palla, avendo alle loro spalle il resto della squadra che deve seguire riducendo le distanze dagli attaccanti e di conseguenza riducendo gli spazi di manovra degli avversari. Tipicamente questo tipo di soluzione viene attuato quando la palla è in possesso del difensore più vicino alla corsia laterale poiché le possibilità dell’avversario sono limitate dal bordo campo e perciò è obbligato a dirigersi verso il centro, agevolando involontariamente i giocatori avversari che gli stanno andando incontro.

In altre situazioni, viene altresì dato avvio a un’azione di pressing quando il pallone viene ricevuto da avversari con qualità tecniche non eccelse, se un giocatore sta per ricevere un passaggio difficile (veloce, alto, ecc.), se un calciatore riceve la palla con le spalle alla porta avversaria oppure in caso di uno stop sbagliato, andando perciò a valutare “chi” oltre al “dove”.

La prerogativa fondamentale è quindi l’aggressione organizzata nei confronti dell’avversario in possesso palla ed ai suoi compagni che potrebbero ricevere un suo passaggio, con un logico orientamento all’uomo anziché alla zona.

 

Il pressing durante Inter-Juventus

IL CONTROPRESSING

Con il fine specifico di eludere il pressing delle squadre avversarie, iI contropressing si sviluppa con la partecipazione di uno o più giocatori che devono interagire tra loro, pronti ad effettuare un lancio che scavalchi la linea di pressione oppure a scambiarsi il pallone lontano dagli avversari e dalla loro traiettoria di corsa. Per attuare questo strumento tattico in modo efficace è utile conoscere, oltre ai propri movimenti, anche come la squadra rivale si muoverà sul campo (Chi? In quale zona? Con quanta velocità?) per spingerla ad avanzare allorquando la conseguente azione controffensiva potrebbe avere maggiore successo.

Allenare continuamente i singoli calciatori mettere in pratica i concetti da attuare può essere d’aiuto per fissare in modo chiaro cosa fare (mai passaggi laterali, fornire sostegno al compagno pressato, utilizzare il minor numero possibile di tocchi, giropalla difensivo alla ricerca della zona non presidiata, inserimenti veloci tra gli spazi lasciati dagli avversari in movimento offensivo) e quando.

Focus Su > ESERCITAZIONI

1) Il pressing

In fase di pressing tutta la squadra che si muove in modo corale sul terreno di gioco, agli attaccanti viene richiesto di effettuare un compito molto oneroso e dispendioso, fatto di mobilità, sacrificio e aggressività mentre ai centrocampisti la rapidità per limitare gli spazi liberi e recuperare la sfera, tralasciando l’avversario più
lontano. Solitamente il primo ad avviare il pressing è il calciatore più vicino al pallone con il resto della squadra che si muove rispettando spazi e distanze, movimenti che vanno allenati considerando le specificità di ogni atleta.

Molte squadre di successo contrastano l’avversario nella propria metà campo, insidiando sul nascere la costruzione del gioco, ma non sempre ciò è fattibile e a seconda della zona di campo ove la squadra andrà ad attuare il pressing (linea di inizio pressing), questo si potrà definire ultraoffensivo (dalla trequarti avversaria in poi, aggredendo l’avversario sin da quando avvia la propria azione dalla linea difensiva), offensivo (tra le due trequarti di campo) o difensivo (dalla propria trequarti in giù).

2) Rischi del pressing

La squadra blu è  in possesso palla e, quando il pallone viene ricevuto da uno dei centrocampisti “meno tecnici”, viene dato avvio allíazione di pressing.
I centrocampisti rossi si muovono in perfetta sintonia, uno aggredendo il portatore di palla, uno posizionandosi sul compagno più vicino mentre l’ultimo centrocampista avanza per impedire il passaggio alternativo a centrocampo.
Gli attaccanti rossi si posizionano per impedire un retropassaggio. Se il centrocampista blu più esterno riuscisse a smarcarsi (freccia gialla) e ricevere palla alle spalle dei centrocampisti, questo creerebbe un pericoloso 4vs4 nella metà campo dei rossi.

 

3) Esercitazioni per il pressing

In uno spazio delimitato, si gioca 6 contro 3.
Obiettivo della squadra in superiorità numerica sarà quello di mantenere il possesso palla (assegnando 1 punto ogni 10 passaggi completati) mentre l’obiettivo dei 3 giocatori in pressing è recuperare la sfera con una pressione aggressiva sul portatore, stabilizzando poi il possesso (effettuando due o tre passaggi tra loro, ottenendo così 5 punti).


4) Pressione continua

In uno spazio delimitato, si gioca 7 contro 7.
Obiettivo di ogni squadra sarà quello di far pervenire il pallone al compagno che si trova nell’area a lui riservata ottenendo così 1 punto. Stesso punteggio si otterrà perfezionando 10 passaggi consecutivi. I componenti della squadra avversaria saranno così costretti a effettuare una costante pressione 1 vs 1 sui giocatori in possesso palla.

 

 

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