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Crescere giocando a futsal

Dall'attività di base fino alla Juniores, ogni categoria deve perseguire traguardi mirati alla crescita non solo tecnico-tattica, ma anche e soprattutto all'arricchimento personale del giovane calciatore

Quando si parla di sport in Italia, in particolare se si tratta di calcio, si fa sempre più spesso riferimento ad un problema diventato ormai cronico: la formazione e l’utilizzo dei giovani, che faticano sempre più a compiere il giusto e completo percorso di crescita sportiva per poi emergere e trovare spazio anche ad alto livello. Purtroppo neppure il Futsal può dirsi esente dalla spinosa questione, in quanto la nostra disciplina fatica a inserire in maniera continua giocatori giovani. Se si vuole veramente fare del bene allo sport italiano e nello specifico alla nostra disciplina, ritengo si debba provare a trovare una soluzione a questo problema. Il primo aspetto da cui è necessario partire per affrontare la questione è senza dubbio quello organizzativo, ovvero da una programmazione societaria lungimirante e non esclusivamente basata sul raggiungimento di un risultato agonistico immediato, ma che si fondi piuttosto su una solida base; quella appunto del Settore Giovanile. La crescita di giovani giocatori nel proprio vivaio, consente un ricambio generazionale continuo dei tesserati, “materia prima” per una società società sportiva; proprio per questo va dato grande risalto e importanza all’attività giovanile e soprattutto centralità e grande valore a chi lavora con i giovani. Alla pari delle prime squadre le giovanili dovrebbero essere affidate a tecnici preparati e competenti su più fronti, in quanto la crescita tecnico-tattica di un giovane giocatore va di pari passo con quella sociale del ragazzo o ragazza che comincia a vivere le prime forme di inserimento nella comunità di cui farà parte negli anni a venire.

UN PERCORSO, TANTE TAPPE
Nella vita come nello sport, fin da piccoli compiamo un percorso individuale di crescita e scoperta con l’aiuto delle persone che ci circondano: il bambino che si avvicina alla disciplina sportiva, dovrà quindi poter trovare e contare su una figura di riferimento che lo avvicini ai gesti fondamentali del Futsal, aiutandolo a sviluppare le sue qualità nel migliore dei modi, e mostrando poi come utilizzare quanto appreso all’interno del sistema complesso di gioco. Soprattutto, un bravo allenatore dovrà proporre di volta in volta difficoltà crescenti affinché l’atleta possa ricercare da solo le soluzioni alle problematiche che si ritroverà a dover affrontare.
È molto importante che la progressione didattica sia sempre legata alle capacità che il bambino dimostra di avere; non tutti hanno le stesse capacità di apprendimento e anche a parità di età si possono riscontrare diversi livelli di progressione nel lavoro. Per questo il percorso deve obbligatoriamente cominciare dallo sviluppo degli schemi motori del bambino, integrandoli poi con il contatto immediato con lo strumento di gioco, il pallone. Solo da qui può cominciare un percorso che lo porterà pian piano a scoprire man mano le specificità della disciplina, partendo dal semplice controllo al passaggio, per proseguire con il tiro e con il successivo sviluppo e potenziamentpo dei gesti appresi nelle loro declinazioni. Con il crescere dell’età, la progressione tecnica dovrà portare l’atleta ad applicarli poi con successo all’interno di situazioni di gioco reale e si inizierà a studiare e lavorare in modo da permettere e facilitare l’integrazione del bambino con altri compagni di gruppo, passando da combinazioni a due e poi a tre giocatori fino ad arrivare alla struttura finale dei 4 giocatori che compongono la base nel gioco del Futsal. Per quanto riguarda gli aspetti relativi allo sviluppo fisico-atletico del giovane atleta, in età di Settore Giovanile è opportuno non parlare di vero e proprio “lavoro” sulla struttura fisica, ma solo ed esclusivamente di avvicinamento all’attività sportiva specifica.

I MOMENTI DELLA CRESCITA
Il percorso fino ad ora illustrato dovrebbe cercare di consegnare all’attività agonistica, a partire dai Giovanissimi, giovani atleti che abbiano chiari i gesti tecnici fondamentali e almeno parzialmente i concetti sul gioco collettivo. In questo modo si possono considerare buone le basi per cominciare un secondo step, ovvero quello di avvicinare i ragazzi all’attività sportiva collettiva intesa come processo di sviluppo di sistemi di gioco in entrambe le fasi (possesso e non possesso), unitamente all’attività per il costante miglioramento delle abilità tecniche. A tal proposito bisogna però aver sempre presente che l’attività agonistica deve continuare a essere vista come un momento di crescita a livello didattico e non come un mezzo rivolto esclusivamente all’ottenimento di un risultato personale.

AD OGNI FASE I GIUSTI OBIETTIVI
La categoria Giovanissimi rappresenta una importante fase intermedia di raccordo fra Pulcini ed Esordienti e la successiva Allievi, dove i giocatori di Futsal cominciano a entrare in contatto con concetti sempre più complessi del gioco oltre che con uno sviluppo sempre più articolato dei gesti tecnici. In particolare spesso il passaggio dai Giovanissimi agli Allievi mette anche in evidenza un cambiamento fisico degli atleti che si trovano in un’età di sviluppo; l’intensità dello sforzo che si compie comincia quindi in questa fase ad avvicinarsi a quello delle categorie d’élite, dove si imposterà seriamente il lavoro fisico-atletico.
Il lavoro svolto nella fascia d’età della categoria Allievi è importantissimo sia sotto l’aspetto fisico che tecnico-tattico in quanto deve fornire alla categoria Juniores ragazzi pronti a svolgere un’attività competitiva e soprattutto in grado di terminare quel percorso di crescita che vedrà poi il suo culmine con l’inserimento in un gruppo “senior”. Il ragazzo deve pertanto arrivare all’età di 18-19 anni pronto nella preparazione e nelle conoscenze per potersi affacciare al “gioco dei grandi” e mettere in pratica tutto quanto appreso in questo lungo percorso.
L’inserimento nel mondo dei “senior” è l’ultimo step, quello dove il giovane giocatore ormai formato può vivere a pieno il gioco del Futsal e utilizzare tutto il bagaglio di conoscenze assimilate negli anni, carpendo al contempo “sul campo” i trucchi del mestiere dai compagni più esperti, tutto questo pur senza dimenticare che nella preparazione sportiva come in ogni situazione della vita, è sempre necessario mantenere alti l’impegno e la costanza per raggiungere sia gli obiettivi prefissati a livello individuale, che per ognuno possono essere in parte diversi, sia quelli della propria squadra di appartenenza, condivisi quindi con i compagni e la società.

Focus Su > LE TAPPE

Attività di base
Gioco, attività ludica, sviluppo schemi motori di base, socializzazione, iniziazione al contatto con lo strumento di gioco (il pallone).

Pulcini ed Esordienti
Sviluppo della tecnica di base  specifica della disciplina, inizio della collaborazione a 2 e 3 giocatori, integrazione con i compagni di squadra, conoscenza più approfondita della disciplina.

 

 

Giovanissimi
Continuazione lavoro sulla tecnica individuale in forme sempre più specifiche e complesse, inserimento collaborazioni a 4 giocatori, iniziazione concetti su strutture di gioco nelle  due fasi (possesso e non possesso), avviamento all’utilizzo di strategie di gioco (utilizzo palle inattive e conoscenza del valore delle stesse all’interno del gioco).

 

Allievi
Sviluppo della tecnica applicata al gioco reale in forma sempre più complessa, sviluppo dei sistemi di gioco in forma avanzata in entrambe le fasi, sviluppo e conoscenza delle situazioni di disparità numerica (inferiorità e superiorità, 4vs3 e 5vs4), sviluppo ed utilizzo delle situazioni da palla inattiva.

 

 

Juniores
Sviluppo del lavoro nelle forme più complesse, continua ricerca della complessità nelle esercitazioni (uguali se non addirittura situazioni più complesse rispetto al gioco reale), sistemi di gioco nelle condizioni più avanzate, sviluppo e lettura del gioco di livello avanzata.

 

 

 

 

 

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