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La difesa: concetti
e organizzazione

Per trasformare un gruppo di giocatori in una squadra compatta e vincente è essenziale lavorare innanzitutto sui fondamenti: a partire dalla fase di non possesso palla

La stagione ufficiale è iniziata da poche settimane e tutti abbiamo alle spalle il periodo del calciomercato dove si sognavano squadre e risultati su fogli di carta volanti. Spesso si dimentica di dare importanza nel periodo estivo a quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale e cioè la creazione di una squadra. Creare una squadra è qualcosa di molto complesso e impegnativo. L’obiettivo è cercare di dare a un gruppo di persone, ognuna delle quali ragiona con la proprio testa, delle idee comuni in cui credere seguendo un determinato metodo di lavoro. Nello specifico una squadra di Futsal avrà tanti aspetti su cui lavorare per non essere colto di sorpresa durante la competizione. In questo articolo proverò a fare un quadro dei concetti relativi alla fase di non possesso che un giocatore deve conoscere dal punto di vista individuale e collettivo per passare alla fine agli aspetti da trattare lavorando con un gruppo.

PRINCIPI DI TATTICA INDIVIDUALE E COLLETTIVA
La fase difensiva, tecnicamente denominata “Fase di non possesso”, va lavorata attentamente sia dal punto di vista individuale che collettivo. In particolare va chiarito che la progressione didattica assume carattere fondamentale in quanto non si può pretendere di lavorare su concetti di tattica collettiva senza che i giocatori conoscano quelli di tattica individuale.
Un giocatore dal punto di vista individuale deve conoscere:
– presa di posizione
– marcamento
– intercettamento
– contrasto
– difesa della porta
Mentre dal punto di vista collettivo deve conoscere:
– scaglionamento difensivo
– aggressività
– azione ritardatrice
– concentrazione
– equilibrio e controllo

Lavoro individuale
Dal punto di vista individuale al nostro giocatore dovremmo insegnare come approcciare il controllo palla di un avversario e come posizionare il corpo in seguito allo stesso valutando ulteriori informazioni utili (es. il piede forte dell’avversario). Dovremmo insegnargli come marcare un avversario in un 1vs1 e come comportarsi nel caso in cui la sua marcatura non abbia sortito i risultati sperati. In particolare come gestire certe situazioni anche in base alle zone di campo dove si verificano tali episodi: un comportamento difensivo eseguito su un avversario distante 10 metri dalla mia porta non potrà essere lo stesso di uno contro un avversario lontano 35 metri perché la valutazione di pericolo e di conseguenza le scelte da prendere avranno un peso diverso da una situazione all’altra.
Altra situazione su cui lavorare è quella dell’inferiorità numerica. Le situazioni di 1vs2 o addirittura 1vs3 sono frequenti nella nostra disciplina: a un difensore dovremo insegnare cosa vuol dire diminuire lo spazio alle proprie spalle ricercando l’aiuto di compagni in ripiegamento o addirittura del portiere.

Lavoro collettivo
Per lavoro collettivo si intende, naturalmente, la correlazione dei comportamenti di più atleti contemporaneamente. I nostri giocatori dovranno conoscere i concetti di gioco di palla coperta e palla scoperta e in base a tali situazioni adeguare il proprio comportamento difensivo. Quindi dovremmo insegnare loro i concetti di marcatura e copertura che sono alla base delle strutture dei vari sistemi difensivi utilizzati.
Parliamo quindi di combinazioni di 2 o addirittura 3 giocatori senza voler per forza arrivare alle situazioni di gioco reale (4vs4 di movimento) che implicano concetti più complessi. Dovremo insegnare ai nostri difensori come comportarsi nelle situazioni di inferiorità numerica, quando attaccare la palla (e quindi gli avversari) e quando invece ripiegare e ritardare l’azione avversaria, come provare a orientare un attacco avversario verso un lato del campo, come difendere mantenendo più linee difensive possibili (scaglionamento difensivo), eccetera.
Senza una base del lavoro di tattica individuale risulta difficile istruire gli atleti dal punto di vista collettivo vista la stretta correlazione tra le due cose.

FASE DI NON POSSESSO
Quali sono gli aspetti che un “gruppo squadra” dovrebbe trattare dal punto vista della fase di non possesso? Come detto, tutti gli aspetti sopra citati di tattica individuale e collettiva sono essenziali. Inoltre, assimilati questi “fondamenti”, è necessario inserirli “in campo” dove svolgono un ruolo centrale sia la sincronizzazione fra i giocatori che la capacità di effettuare scelte in contesti di elevata intensità e complessità. Va inoltre specificato che le varie situazioni difensive che elencheremo sono assolutamente indipendenti dal sistema difensivo utilizzato. Il lavoro quotidiano di sincronizzazione dei movimenti dei protagonisti è fondamentale ai fini della creazione della squadra (intesa come un gruppo di persone che mettano le proprie conoscenze al servizio del gruppo che si muove secondo delle linee guida impartite dall’allenatore). Volendo schematizzare il tutto potremmo suddividere in questo modo:

Tipologie della fase di “non possesso”
1. Difesa in parità numerica
La difesa in parità numerica può essere divisa in due sottoclassi: 
– difesa posizionale (tutta la fase difensiva relativa al gioco con palla in movimento);
– difesa pressing (la fase difensiva che inizia con palla in possesso del portiere avversario o da rimessa laterale vicine all’aria di rigore avversaria).
Questa distinzione è data dal fatto che il gioco di movimento è talmente dinamico che risulta difficile distinguere la tipologia di difesa in base alla posizione della palla. A differenza di quanto accade nel calcio a 11, nel futsal la palla può passare da un’altezza all’altra del campo nel giro di pochi secondi. Proprio a tal proposito una delle caratteristiche su cui una squadra deve lavorare è la capacità di adeguare il proprio posizionamento difensivo in base alla posizione del pallone, ossia sulla capacità di alzare e abbassare (o viceversa) continuamente il proprio baricentro difensivo in base alla posizione della palla per cercare di mantenere sempre una copertura della stessa. Al contrario, tutte le situazioni che partono con la palla in mano al portiere avversario o con una rimessa laterale molto prossima all’area di rigore avversaria, si definiscono “statiche” e possono prevedere un’organizzazione tattica specifica.

2. Difesa in inferiorità numerica
La difesa in inferiorità numerica si suddivide in:
– transizioni negative (1vs2, 2vs3, 3vs4, 1vs3, 2vs4), a loro volta distinte in:
   su distanze lunghe
   su distanze corte
– situazioni speciali
   difesa 4vs5 (portiere di movimento)
   difesa 3vs4 (difesa in seguito ad espulsione)

3. Difesa palle inattive
Questo tipo di difesa è divisa in base alle diverse tipologie di palle inattive:
– difesa calcio d’angolo
– difesa fallo laterale
– difesa punizione
Ognuna di queste situazioni, partendo da un contesto statico con palla ferma e soprattutto scoperta (dovuta alla distanza minima obbligatoria per la barriera), prevede delle specificità nel posizionamento dei protagonisti oltre che una tattica per fronteggiare le diverse tipologie di giocate preparate dagli avversari.

 

Focus su > ESERCITAZIONI

    Scaglionamento difensivo

Materiali e giocatori necessari
Fratini, palloni, coni / 6 giocatori di movimento / 2 portieri

Spiegazione

Si gioca 3vs3 con le squadre che mantengono un pallone nelle mani di uno dei giocatori. Il giocatore con il pallone in mano può partecipare alla fase offensiva, ma non a quella  difensiva. Per attivarsi deve passare il pallone nelle mani di un altro compagno. In caso di pallone per terra c’è una penalità da scegliere.

    Scaglionamento difensivo: lettura del gioco 

Materiali e giocatori necessari
Fratini, palloni, coni / 8 giocatori di movimento / 2 portieri

Spiegazione
Si gioca 4vs4 nella fascia centrale del campo. Se la squadra in possesso riesce a effettuare più di 5 passaggi può uscire dalla zona e attaccare una delle due porte. Può cambiare senso all’attacco al massimo due volte.
Variantilimite tocchi, un solo cambio di senso.

 

    Fase di possesso, difesa pressing, pressione sulla palla

Materiali e giocatori necessari
Fratini, palloni / 6 giocatori di movimento / 2 portieri

Spiegazione
Si gioca 3vs3 in zona di campo 28×20. La squadra può guadagnare un punto finalizzando il gol oppure tenendo il possesso della palla per 6 passaggi all’interno della propria metà campo difensiva, questo al fine di invogliare l’avversario a salire in pressione. Il gol su palla rubata in pressione nella metà campo avversaria vale due punti.

    Creazione superiorità, transizione, appoggio

Materiali e giocatori necessari
Fratini, palloni / 8 giocatori di movimento, 2 portieri

Spiegazione
Si gioca 4vs4 in zona di campo 40×20, divisi per coppia nelle due metà campo. La squadra in possesso ha sempre la possibilità di portare un giocatore nella zona di sviluppo del gioco per avere superiorità. La squadra in possesso ha tocchi limitati. Se la squadra in difesa recupera palla in pressione e segna, il suo gol vale doppio. Varianti: numero tocchi per la squadra in possesso; numero passaggi della squadra in possesso prima di superare la metà campo; distinzione sul giocatore che può creare la superiorità.

     Lavoro superiorità, transizione, passaggio, finalizzazione

Materiali e giocatori necessari
Fratini, palloni / 8 giocatori di movimento, 2 portieri

Spiegazione
Si gioca 3vs3 in zona di campo 28×20.  I giocatori hanno tocco libero a disposizione. Ogni volta che la squadra in possesso perde la palla, l’ultimo giocatore ad aver toccato la sfera corre verso la linea di fondo alle spalle della porta d’attacco. Al suo posto entrerà un nuovo giocatore posizionato dietro la porta che ripiegherà il 3vs2 creatosi intanto sul rilancio del portiere che ha guadagnato il possesso. Varianti: tocchi per la superiorità; tempo per la superiorità; cambio con tocco di mano; rimessa in campo di un passatore a centrocampo.

 

 

 

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