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L’altra faccia dello spettacolo

Vediamo come funziona l'impostazione della fase difensiva, per apprezzarne complessità e fascino al pari del gioco offensivo 

Tutti riconoscono che lo spettacolo del futsal è sicuramente nei piedi e nell’inventiva dei grandi campioni che con le loro giocate spettacolari accendono la passione delgi spettatori. Per i tecnici molto spesso uno dei compiti più difficili è quello di creare un equilibrio tra la fase di possesso (e le individualità a propria disposizione) e quella di non possesso e questo perché, ai fini della costruzione del gioco di squadra, le due fasi assumono la stessa identica importanza.

A differenza della fase di possesso, quella di non possesso risulta sempre più complessa da lavorare e apprendere per i giocatori in quanto nel suo sviluppo non è chiaramente previsto l’utilizzo del pallone. Come la fase offensiva, anche la fase difensiva prevede vari sistemi di sviluppo. In una disciplina naturalmente spettacolare come il Futsal non bisogna però commettere l’errore di considerare la fase difensiva come un elemento dissonante di contrasto, ma piuttosto un momento del gioco in grado di agevolare la creazione dello “show”.

La zona, la difesa individuale, quella con cambi di marcatura, i salti di marcatura, i raddoppi di marcatura e chi più ne ha più ne metta, sono solo una parte degli elementi che costituiscono il grande contenitore denominato “fase di non possesso”, ma qual’è l’obiettivo di questa fase del gioco? Potrebbe sembrare una domanda banale, ma in realtà non lo è, non lo è perché la fase difensiva, oltre che dai concetti teorici, dipende in larga parte anche dal tipo di attitudine con cui viene sviluppata. Se  l’obiettivo ultimo dichiarato è infatti quello di salvaguardare la propria porta e difenderla dagli attacchi avversari dobbiamo chiederci; con quale spirito, quale atteggiamento ci accingiamo a difendere il nostro fortino?

Solo difesa o diversa forma d’attacco?
Dall’atteggiamento difensivo di una squadra è possibile evincere anche la sua mentalità. Un sistema difensivo (a prescindere dalla modalità di sviluppo) può essere costruito per difendere e limitare gli attacchi avversari oppure per indurre all’errore lo stesso complicatogli l’esecuzione delle proprie trame di gioco. La differenza tra le due forme di applicazione è sottile, ma allo stesso tempo nasconde un modo vero e proprio di intendere la disciplina.
Questo perché si può pensare a due diversi tipi di  atteggiamento: uno che tenda a limitare i rischi rispetto ad un altro che abbia come obiettivo quello di prendersi qualche rischio in più, ma allo stesso tempo costringere anche l’avversario a prendersene.

Altezza difensiva
Quello dell’altezza della prima linea difensiva è un tema spesso trattato per quanto concerne l’attività giovanile ma che trova sfogo anche in questioni riguardanti il futsal d’élite. Sarebbe sbagliato utilizzare l’altezza della prima linea difensiva come unico elemento di valutazione di un atteggiamento difensivo. Dal punto di vista tattico la prima linea più alta lascia ovviamente più spazio alle spalle da coprire.
Al contrario una prima linea più bassa ci permette di difendere uno spazio minore. Se però analizziamo questo aspetto da un punto di vista diverso potremmo dire che una prima linea più alta tiene la palla più lontana dalla mia porta e più vicina alla porta avversaria. Questo implicherebbe che in caso di recupero palla la possibilità di finalizzazione potrebbe essere più immediata.

Contestualizzazione
Un’analisi dell’aspetto trattato va poi rivista nel preciso  momento della stagione o addirittura della gara stessa di riferimento. Ci si può trovare in un momento della stagione con una forma fisico-atletica non delle migliori, in un momento della stagione dove ci sono tanti infortuni, in una o più gare che hanno una determinata valenza, etc etc…Tutti questi aspetti possono ovviamente incidere sulla scelta dell’atteggiamento adottato da una squadra. Allo stesso tempo le singole partite non sono tutte uguali o meglio ancora all’interno della stessa gara ci sono dei momenti uno diverso dall’altro. Quindi se non si può generalizzare, quello che si può fare è cercare di essere bravi nell’adattare il nostro atteggiamento alle diverse esigenze e ai diversi momenti che le gare o la stagione stessa ci impongono.

La transizione
Al concetto di fase di non possesso è legato quello di transizione perché alla riconquista della palla si prova a far seguire un attacco immediato alla porta avversaria. Ovviamente il tipo di transizione dipende anche dal tipo di recupero palla e di conseguenza dall’altezza della prima linea difensiva.
Questo in quanto un recupero in prossimità della porta avversaria prevederà un tipo di transizione sviluppato su uno spazio di campo minore mentre un recupero palla nella propria metà campo difensiva prevederà una transizione su uno spazio di campo già ampio. Pertanto anche il lavoro dei due tipi di difese e conseguentemente dei due tipi di transizione vanno lavorati in maniera diversa.

 

Focus Su > I sistemi di gioco in fase di non possesso

Difesa individuale con cambi di marcatura
– Valgono tutti i punti della difesa individuale;
– Inoltre è necessario tentare di mantenere le posizioni di maggior efficacia eseguendo, quando possibile, corretti cambi di marcatura per ridurre alcuni svantaggi che genera la difesa di tipo individuale.

Difesa individuale
– Il riferimento principale è l’avversario da marcare;
– Consente di assegnare marcature in relazione alle caratteristiche degli attaccanti;
– Determina maggior senso di responsabilità individuale;
– Riduce la partecipazione al gioco di avversari con spiccate capacità;
– Individua maggiormente l’errore del singolo difensore;
– Il dispendio energetico risulta elevato;
– Non favorisce una corretta occupazione degli spazi;
– Non favorisce ottimali coperture reciproche;
– Non favorisce l’occupazione di posizione corretta in relazione alle caratteristiche dei giocatori;
– Non favorisce raddoppi di marcatura.

 

Focus Su > Difesa a zona, principali caratteristiche

Il riferimento principale è la posizione del pallone.
– Garantisce una buona occupazione degli spazi;
– Garantisce ottimali coperture reciproche;
– Favorisce raddoppi di marcatura;
– Favorisce superiorità numerica in zona palla;
– I giocatori occupano sempre le posizioni di loro maggiore efficacia;
– L’impegno mentale è notevole;
– Il dispendio energetico è contenuto;
– Necessita di molto allenamento;
– È attaccabile tra le linee difensive, nella zona cieca, e nei settori di campo nei quali gli avversari creano una superiorità numerica.

 

A) Sistema a zona 1-1-2-1 nella metà campo difensiva: dislocazione di base

 

 

 

 

 

 

 

 

 

B) Sistema a zona 1-2-2 nella metà campo difensiva: dislocazione di base

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C) La zona 1-1-1-2 nella metà campo offensiva: dislocazione base

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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