breaking news New

L’importanza della presa

Come tenere le mani? Quando usarle al posto della respinta? Alla scoperta dei segreti di uno dei fondamentali dell'estremo difensore

La presa è uno dei fondamentali del portiere. Non è di semplice esecuzione ed è l’unico gesto tecnico che permette con certezza alla squadra di passare da una fase di non possesso a una fase di possesso del pallone.La difficoltà nell’eseguire questa tecnica ha portato i portieri, nel tempo, a prediligere la respinta o la deviazione a una o a due mani, a mani aperte o con i pugni. Questa difficoltà si è acuita con l’evolversi della struttura dei palloni che oggi risultano essere in grado di cambiare traiettoria più volte e all’improvviso. Per diminuire la resistenza del pallone quando si muove nell’aria, oggi si è data una superficie “butterata” come le palline da golf per creare vortici anche davanti la palla, oltre che nella scia, riducendo così la resistenza aerodinamica. (N. Ludwig-G.Guerrerio). Tenendo in considerazione quanto scritto finora è necessario ricordare che la presa è uno dei fondamentali più importanti e come tale deve essere allenata. Ritengo che – con il cambiamento dei palloni, con il cambiamento della velocità degli stessi, con l’imprevedibilità delle traiettorie – sia indispensabile sviluppare progetti di lavoro sul miglioramento della presa, adeguati a queste nuove circostanze. Siamo stati abituati a vedere allenamenti volti al miglioramento della presa dove l’allenatore dei portieri calcia il pallone dapprima tenendolo tra le mani e poi calciandolo al volo dopo averlo lasciato cadere. Il tutto con la visuale del portiere totalmente libera. Ma effettivamente, se ci soffermiamo ad analizzare quello che poi accade realmente durante le partite ci accorgiamo che si tratta di una situazione irreale: spesso la visuale non è libera e il pallone parte da terra e non da un’altezza di un metro. Non di rado, inoltre, la sfera arriva al portiere dopo deviazioni fortuite causate dall’alta densità di giocatori che si frappongono tra il calciante e il portiere.
La prima considerazione da fare, quindi, è: quando si vuole allenare la presa è opportuno calciare la palla da terra e in movimento.
La seconda è: porre tra l’allenatore dei portieri che calcia e il portiere elementi di disturbo o deviatori di traiettoria.
Tutto questo per cercare di mettere il portiere nella condizione di poter trovare l’assetto più vantaggioso per effettuare la presa e quindi per bloccare il pallone.
La presa può essere classificata come “presa a pollici convergenti” e “presa a pollici divergenti” (vedi foto).
– La prima si effettua su tiri o cross medio alti la seconda su tiri o cross medio bassi.
– La presa a pollici convergenti può essere effettuata anche in tuffo su tiri o cross alti, medi o bassi.
Entrambe necessitano di una simmetria delle mani all’impatto con il pallone e di un adeguata postura del corpo.
Per quanto detto prima è ovvio che sia la simmetria delle mani sia la postura del corpo tendono a subire notevoli modificazioni in funzione del tipo di situazione e del tipo di traiettoria. Questo determina, a volte, un’esecuzione della tecnica non necessariamente accademica ma efficace. Detto ciò non è sicuramente sbagliato ritenere corretta quella  tecnica che si dimostra essere efficace ai fini del risultato. Anche se è sicuramente una tecnica sempre più difficile da eseguire, la presa deve essere insegnata ed allenata costantemente proprio perché  attraverso di essa si dà la possibilità alla propria squadra ti entrare in possesso del pallone.

1) Presa a pollici convergenti 

2) Presa a pollici convergenti con tuffo

3) Presa a pollici divergenti

3a)

 

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password