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Oltre la difesa della porta

Il ruolo dell'estremo difensore è più complesso di quanto si sia comunemente portati a pensare. Scopriamo il motivo

Ancora oggi è fin troppo diffusa l’idea che il compito del portiere sia quello di specializzarsi in parate acrobatiche per impedire che il pallone calciato dagli avversari varchi la linea della porta da lui difesa. La realtà è ben più complessa. La difesa che deve garantire il portiere è molto più articolata e non necessariamente spettacolare, in quanto l’efficacia non è sinonimo di spettacolarità. Farsi trovare nella posizione corretta al momento giusto è sicuramente meno appariscente, ma molto più efficace. Per comprendere la differenza concettuale tra difesa della porta e difesa dello spazio è sufficiente prendere come punto di riferimento la distanza del pallone dalla porta del portiere. Più il pallone è distante più è necessario difendere lo spazio, più e vicino più bisogna difendere la porta. Non bisogna però considerare rquesti due aspetti come scollegati; la difesa dello spazio e la difesa della porta sono due facce della stessa medaglia che in alcune situazioni di gioco si sovrappongono, verificandosi contemporaneamente.
Nel programmare sedute di allenamento che hanno come obiettivo la fase difensiva, l’allenatore dei portieri deve necessariamente strutturare il lavoro ponendo la giusta attenzione a entrambe le difese, sia singolarmente che unitamente. Questo tipo di lavoro può essere integrato con il contibuto di tutta la squadra e personalmente ritengo debba essere esteso anche alla programmazione nel settore giovanile. Il concetto di “fase difensiva” in tutti i suoi aspetti è molto importante e per questo è fondamentale insegnare ai “piccoli” portieri che per difendere la propria rete devono anche saper “coprire” lo spazio, tenendo sempre presente l’età e il processo di sviluppo delle capacità coordinative speciali (“Capacità di orientamento e capacità di equilibrio”, K.Meinal, 1984 e A. Hotz, “Mobile” 2, 2005). Il ruolo e il lavoro specifico dell’allenatore dei portieri si rivela quindi fin da subito delicato e complesso, per la necessità di porre attenzione su una molteplicità di aspetti che differenzia definitivamente questa figura sia da quella dell’allenatore che da chi si approccia a questo lavoro portando con se solo il bagaglio di esperienze acquisite sul campo, magari nel periodo in cui giocava nel ruolo di portiere. Non vanno inoltre mai sottovalutate la formazione e il continuo aggiornamento, che accompagnato sempre dal confronto delineano le nuove caratteristiche che deve possedere un allenatore dei portieri moderno.

DIFESA DELLO SPAZIO
Il portiere ha come obiettivo principale quello di difendere lo spazio quando l’avversario in possesso di palla è a una distanza tale per cui un eventuale conclusione verso la porta non può impensierire l’estremo difensore.

DIFESA DELLO SPAZIO E DELLA PORTA
Questa è una situazione che si sviluppa in una zona di campo più prossima alla porta (tra la ¾ e il limite dell’area), dalla quale può essere scoccato un tiro verso la rete o può essere giocata una palla filtrante nello spazio.

DIFESA DELLA PORTA
“Quando lo sviluppo dell’azione porta gli avversari in una di quelle situazioni in cui il pallone può essere calciato direttamente in porta da una distanza ridotta, a causa del poco tempo e spazio a disposizione, il portiere ha come obiettivo unico quello difendere della porta”. (C. Rapacioli)

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