breaking news New
  • 4:11 pm La Cremonese premiata per il progetto Thisability Rivolto alle persone con disabilità, il riconoscimento è stato conferito dal Network PreSa “Prevenzione e Salute” per l’impegno della società in ambito sociale
  • 10:54 am Bambini e pallone oltre le sbarre “La partita con Papà”: quando il gioco del calcio scende sul campo della solidarietà sociale
  • 10:28 am Legge di Bilancio 2019: sarà sanatoria fiscale? In attesa della conversione in legge, si commentano i contenuti e i provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate connessi al d.L. collegato alla legge di bilancio 2019 per quanto di riferimento allo sport dilettantistico
  • 3:57 pm Benvenuti nel mondo dello Special One A volte risulta antipatico, altre arrogante, ma i numeri parlano chiaro: José Mourinho è un allenatore poco spettacolare ma molto vincente. E il suo metodo, basato sulla gestione del gruppo e sull'organizzazione, ha fatto scuola
  • 12:15 pm Il calcio “leggero” di Marco Mazzocchi Il giornalista sportivo della Rai è l'uomo che ha dato spazio ai Dilettanti sulla tv di Stato sul programma “B come Sabato”. “Raccontare il calcio di provincia, quello più legato al territorio, è stato divertente e bellissimo”

Allenare la situazione
di calcio d’angolo

È molto importante, se non fondamentale, inserire nel programma di lavoro l'allenamento delle palle inattive. In particolare non vanno tralasciati i corner a sfavore, dietro i quali si celano insidie spesso poco considerate

Sono molteplici gli aspetti che un allenatore dei portieri deve tenere in considerazione per strutturare al meglio il proprio programma di lavoro. Da parte mia, sono sempre più convinto che la programmazione stessa debba essere vincolata al modello prestativo e alle caratteristiche del portiere che si allena, premessa che ritengo necessaria per introdurre il pensiero che voglio condividere attraverso questo articolo. Inizio ponendo una domanda: quanti di noi inseriscono all’interno del progetto di lavoro l’allenamento delle palle inattive? Personalmente, cerco sempre di dare ampio spazio a questa situazione di gioco, ma credo che nella maggior parte dei casi si prediliga l’allenamento delle uscite alte su cross piuttosto che su calcio d’angolo, così come lo sono rispetto ai calci di punizione da corta, media e lunga distanza. Eppure non succede di rado di vedere partite dove vengono battuti dai 7 ai 10 calci d’angolo. In questo articolo voglio quindi sottolineare l’importanza che ha l’allenamento della situazioni di calcio d’angolo a sfavore. Apparentemente potrebbe sembrare un argomento semplice e caratterizzato da pochi contenuti, ma in realtà non è così. Infatti, sia l’aspetto tattico (posizionamento e riposizionamento) che l’aspetto tecnico (presa, respinta, presa con salto, respinta con salto, presa con tuffo, respinta con tuffo) rappresentano due aspetti importanti e al tempo stesso complessi della preparazione del portiere.
La prima vera difficoltà per un allenatore dei portieri sta nell’essere in grado di calciare il pallone da corner sia con traiettoria a rientrare che a uscire, sia da destra che da sinistra: per farlo deve avere un’ottima padronanza podalica anche con il piede debole (in questo caso può essere d’aiuto l’uso della macchina spara-palloni). Questo aspetto è determinante: se ci pensiamo bene, in ogni squadra i calci d’angolo vengono battuti da un giocatore in particolare, scelto molto probabilmente perché manifesta una sensibilità e un’abilità spiccata nel calciare il pallone da quella specifica zona di campo; infatti, se si cambia lato del campo per dare la stessa traiettoria al pallone viene cambiato giocatore (da destra per la traiettoria a rientrare calcerà un destro, per la traiettoria a uscire un sinistro). Già questa considerazione deve indurre a riflettere e a prendere in considerazione il fatto che, se anche nelle squadre di Serie A avviene quanto appena descritto, calciare bene un calcio d’angolo non è così semplice.
La seconda difficoltà consiste nel fatto che spesso lo spazio che il portiere ha a disposizione per effettuare l’intervento che ritiene opportuno è estremamente esiguo, e che spesso nell’intervenire entra in contatto sia con i giocatori della squadra avversaria che con i propri compagni. La terza difficoltà è rappresentata dal fatto che mediamente, davanti a sé, nella situazione di battuta del calcio d’angolo, il portiere si ritrova: 5 avversari (se non sei), 5 compagni di squadra che inevitabilmente marcano, 2 o 3 compagni che occupano uno spazio senza marcatura dell’avversario, compagni e avversari al limite dell’area di rigore, per un totale minimo di 12/15 giocatori. Questi numeri possono persino aumentare nel momento in cui la squadra che difende dispone uno schieramento con marcatura a zona, se la squadra avversaria porta in area più saltatori o se la squadra accetta l’uno contro uno a metà campo. Tutti questi aspetti contribuiscono a rendere non semplice la progettazione per gli allenamenti di questa situazione di gioco, che richiede evidentemente una programmazione dettattagliata e minuziosa.
I dati Fifa relativi al Mondiale di Brasile 2014 ci dicono che “analizzando le reti scaturite dopo calcio d’angolo si vede come il 65% siano state realizzate con cross diretto, il 20% dopo un colpo di testa in area di rigore, il 5% dopo un passaggio laterale e un altro 5% su cross basso” (APPORT Associazione Italiana Portieri Calcio – studio sui portieri e sulle loro prestazioni al Mondiale Brasile 2014,  capitolo 13, a cura di Claudio Rapacioli). Da questi interessanti dati si evince che il cross diretto è molto pericoloso per chi difende ed è molto proficuo per chi attacca. Quanto detto finora rafforza in me la convinzione che allenare il portiere su situazione di calcio d’angolo contro è estremamente importante e che dovrebbe avere sempre un adeguato spazio all’interno del progetto di lavoro. è necessario allenare il portiere a effettuare sia un intercettamento in questa situazione (difesa dello spazio), sia parate su conclusioni da distanza ravvicinata (difesa della porta), sia parate o intercettamento su conclusioni dal limite dell’area o su passaggi filtranti qualora il pallone venisse calciato dal calcio d’angolo verso il limite dell’area o addirittura fuori area (difesa della porta e dello spazio). A volte le insidie meno eclatanti si rivelano le più pericolose.

LA POSIZIONE DEL PORTIERE
Il principale pericolo per il portiere sono i calci d’angolo a rientrare piazzati tra il centro della porta e il primo palo. Gli avversari abitualmente effettuano dei tagli sul primo palo e dispongono giocatori quasi sulla linea di porta. Se il portiere si posizionasse nella seconda metà di porta incontrerebbe notevoli difficoltà ad andare sulla palla in quanto sarebbe ostacolato nei movimenti sulla traettoria da avversari e compagni in marcatura. Per tutte le situazioni di calcio d’angolo la posizione ideale sarebbe pertanto il centro della porta, contando sull’ausilio dei compagni nel tenere lontani gli avversari che disturbano la sua azione. La posizione dei piedi del portiere è fondamentale in quanto deve essere pronto a intervenire in tutte le direzioni e osservare contemporaneamente sia il giocatore che batte l’angolo, sia tutto quello che gli sta intorno. Alcuni tecnici sostengono che i piedi dovrebbero essere rivolti verso la zona di battuta, altri verso il centro del campo, ma anche in questo caso molto probabilmente è la posizione intermedia tra le due precedentemente enunciate a rappresentare quella più idonea a ogni situazione.


FOCUS SU > ESERCITAZIONI

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password