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Imparare giocando “la tedesca”

Da gioco di strada a possibile esercitazione da inserire in un programma di lavoro stagionale: ecco come e perché la cosiddetta “tedesca” può diventare un utile strumento per allenare i portieri

Da diversi anni trascorro tutti i giorni parecchie ore in campo con i portieri e questo mi permette di osservare, analizzare ma soprattutto pormi continuamente domande su come migliorare e implementare la preparazione di questa tipologia di giocatore così particolare e unica. Nella prima parte di questo articolo vorrei condividere una riflessione fatta diversi anni fa. Molto spesso, girando nei vari campi, si vedono allenatori dei portieri che allenano ragazzi di tutte le età, dalla scuola calcio alla prima squadra. Questo avviene con una frequenza maggiore nelle società dilettantistiche che per forza di causa maggiore si trovano a dover ottimizzare le risorse economiche, riducendo al minimo le spese affidando a un unico allenatore la programmazione di lavoro di tutti i portieri. La domanda che mi sono posto è questa: se nei diversi step della scuola, da quella dell’infanzia passando per le medie inferiori e arrivando fino alle università, i ragazzi si confrontano con insegnanti sempre nuovi e di diversa formazione, perché nella “scuola dei portieri” questo non sempre accade? Questa riflessione ha rafforzato in me la convinzione che per una corretta crescita e un corretto sviluppo psico-fisico sia necessario affidare la programmazione e il progetto di lavoro dei portieri a figure di volta in volta diverse e altamente specializzate in funzione dell’età dei portieri da allenare. Quanto detto finora ha principalmente lo scopo di sensibilizzare al confronto e alla riflessione; ci sono infatti molti allenatori dei portieri abilitati sia per settore giovanile e dilettanti, sia per le prime squadre professionistiche.Sarebbe forse il caso di rendere obbligatorie queste figure negli organici sia delle società dilettantistiche che professionistiche? Ognuno risponda a questa domanda secondo il proprio pensiero.

IL GIOCO, PRIMA DI TUTTO
Avendo già più volte sottolineato come l’aspetto ludico debba essere preponderante nelle fasce piu giovani, credo che l’allenatore dei portieri debba strutturare una programmazione che abbia il gioco in percentuale maggiore, utilizzato come strumento per favorire l’apprendimento. Proprio per  questo è necessario che l’allenatore dei portieri sia altamente specializzato, perché se apparentemente insegnare attraverso il gioco può sembrare cosa di poca difficoltà, in realtà presuppone uno studio attento e accurato. Un gioco che ho sempre sottovalutato – anche quando lo facevo io – e che, invece, una volta analizzato ho ritenuto essere un ottimo mezzo per l’apprendimento, è il gioco che facevamo da bambini per strada conosciuto prevalentemente con il nome di “tedesca”. La cosiddetta “tedesca” (o “volo”) è un gioco che prevede un portiere in porta e tutti gli altri partecipanti “coalizzati” contro di lui per segnare un gol. Questo gioco, che da bambini spesso si svolgeva per strada, era caratterizzato dalla struttura della porta che spesso coincideva con una serranda di un negozio, oppure da uno spazio delimitato da due alberi o da due zaini di scuola che venivano usati come pali. In questo gioco tutti, a rotazione, diventavano portieri e tutti attaccanti. Il portiere di turno doveva difendere la porta e lo spazio avendo davanti a sé un’elevatissima densità di giocatori, ed effettuare parate basse, medie, alte utilizzando le mani e i piedi per le respinte.
A livello di allenamento in squadre di calcio vere e proprie il gioco può essere estremamente vario e interessante, in quanto i giocatori utilizzano tutto lo scibile calcistico – trasmissione del pallone, arresto, tiro, colpo di testa, colpo di petto, colpo di tacco, ecc… – e possono utilizzare anche colpi particolari come la cosiddetta “spalletta”, ovvero un tiro verso la porta effettuato con la spalla. Si eseguono inoltre sovrapposizioni per andare al tiro e molto altro. Si allenano quindi inconsapevolmente molti aspetti tecnico-tattici, oltre che la prontezza di riflessi del portiere stesso. A livello regolamentare, tutto il gioco è basato su dei punteggi: ogni giocatore parte da un punteggio e colui che inizia in porta ne ha uno più alto. Ogni gol segnato toglie dei punti al portiere in base al valore del colpo effettuato – il tiro di interno piede ha un valore, il tiro di tacco un valore più alto, il gol di spalletta altissimo – ma se un giocatore tira fuori dallo specchio della porta prende il posto del portiere,  che a sua volta si trasforma in attaccante.
Questo semplice gioco può diventare un vero e proprio esercizio che coinvolge un elevato numero di portieri e che, attraverso il divertimento, si pone più obiettivi contemporaneamente:
– lavoro podalico: tiro, trasmissione, arresto o stop, colpo di testa, colpi speciali (tacco, spalla, punta del piede, ecc…), tecnica difensiva del portiere (tuffo, respinta, deviazione, uscita bassa,uscita media, uscita alta);
– aspetto ludico:  mezzo per favorire l’apprendimento di fondamentali sopra descritti in modo divertente e costruttivo.
Io personalmente ho inserito questo gioco nella programmazione ottenendo ottimi risultati sia da un punto di vista tecnico, sia da un punto di vista relazionale-comportamentale. A dire il vero l’ho proposto anche a portieri evoluti professionisti, ottenendo gli stessi risultati. Non si è mai troppo grandi per imparare divertendosi.

FOCUS SU > Le regole
La “tedesca” è un gioco che si basa sulle regole del calcio e viene fatto soprattutto in strada e in spiaggia. Per giocarvi è necessario essere almeno in tre giocatori.

Svolgimento
Tutti i giocatori partono con un punteggio uguale mentre il primo a cui tocca fare il portiere parte con un punteggio più alto. I giocatori fuori dalla porta dovranno passarsi il pallone e cercare di segnare un gol esclusivamente al volo. Ogni volta che chi sta in porta subisce un gol, il giocatore vedrà calare il proprio punteggio a seconda del tipo di gol che si è subito (vedi sezione “punteggi”). Quando uno dei giocatori calcia il pallone fuori dalla porta diventa portiere. Una volta che un giocatore raggiunge zero punti, esce dal gioco. Il gioco prosegue finché non rimangono due soli giocatori che si giocheranno la vittoria ai rigori. Se si colpisce tre volte la palla con la mano (o con il braccio, seguendo le regole del calcio) si va in porta. Se chi tira colpisce il palo guadagna un palo (o paletto) che può utilizzare per non andare in porta; se colpisce la traversa ottiene due pali, mentre se colpisce l’incrocio dei pali ne guadagna tre. Se guadagna dei pali, ma la palla finisce fuori, ottiene un palo in meno. Come per il gol, se il giocatore colpisce il palo con gli arti superiori o si trova nell’area non ottiene alcun palo.

Punteggi
Essendo un gioco di strada, in ogni zona e in ogni gruppo di amici le regole e i punteggi attribuibili a ogni tipo di gol possono variare, ma solitamente le regole prevedono che ogni giocatore parta con un tot di punti (spesso dai 20 ai 40) e il portiere con 5 punti in più degli altri. Quest’ultimo a ogni gol subito perde:
• 1 punto per un gol con il piede;
• 2 punti per un gol con la testa;
• 3 punti per un gol con il ginocchio;
• 5 punti per un gol con il tacco;
• 5 punti per un gol in semi-rovesciata o sforbiciata;
• 5 punti per un gol con la schiena;
• 4 punti per la “torretta”, laddove tutti i giocatori (non necessariamente incluso il portiere) riescano a toccare la palla prima di segnare. A questi vengono sommati i punti tolti con l’ultimo tiro (se, per esempio, la “torretta” viene conclusa con una rovesciata, al portiere verranno tolti 10+4=14 punti);
• 6 punti per un gol di spalla segnato da dentro l’area;
• tutti i punti per un gol di spalla segnato da fuori area;
• 10 punti per un gol in rovesciata;
• 20 punti per un gol di “scorpione” (una rovesciata in avanti, colpendo il pallone con il tallone del piede).


FOCUS SU > Il “fiore”
Il “fiore” è un’esercitazione da svolgere con 3 o più bambini. Disporre i bambini uno accanto all’altro in posizione prona, tutti con la testa rivolta dallo stesso lato, così da formare un fiore. I bambini saranno obbligati a non guardare ciò che accade intorno a loro. Dietro a ogni bambino verrà disposto un pallone,
distante circa un paio di metri dal bambino. Al via dell’allenatore i bambini dovranno alzarsi e fare una presa in tuffo sul pallone. Man mano che si svolge l’esercizio l’allenatore toglierà un pallone così che uno dei bambini resterà senza e uscirà dal gioco. Vince chi arriva fino alla fine.

 

 

 

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