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Tutti a lezione da mister Di Francesco

Nell’anno del centenario della morte del compositore ortonese Francesco Paolo Tosti, il Comitato Regionale abruzzese della Figc-Lnd ha organizzato il tredicesimo incontro annuale sul fair play riservato alle società di Eccellenza e Promozione proprio nell’elegante teatro della città natale dell’illustre musicista, messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Ortona, rappresentata dall’assessore allo sport Simonetta Schiazza: “In questa importante giornata dedicata all’etica sportiva desidero ricordare un grande atleta da poco venuto a mancare, Giulio Melilla”. Il cestista, ortonese d’adozione, si è sempre distinto nella sua carriera, svolta anche in Nazionale, per la correttezza e il rispetto delle regole, proprio i temi oggetto di discussione nell’incontro Figc-Lnd, aperto dalla relazione del presidente Daniele Ortolano

“Da ormai tredici anni – ha detto Ortolano – siamo impegnati a dotare il nostro calcio dilettantistico di vertice di valori importanti. Questa volta abbiamo voluto testimoniarli attraverso un allenatore che è stato sempre capace di coniugarli all’aspetto tecnico con stile e pacatezza. Nelle sue interviste Eusebio Di Francesco ha parlato di un calcio che sia libero e colto, da costruire attraverso l’educazione dei suoi protagonisti. Questi concetti li ha messi in pratica fin dai suoi esordi sulle panchine abruzzesi ed è pertanto un ottimo esempio per i tanti allenatori presenti. Come lui, anche altri tecnici corregionali si stanno facendo onore, penso a Marco Giampaolo, capace anche di rinunciare a importanti opportunità professionali quando ha ritenuto che non fossero confacenti alle sue intime convinzioni. Siamo qui per la valenza sociale del nostro sport, che è il senso della nostra appartenenza alla Figc, che è basata sui principi di partecipazione, confronto e dialogo che permettono a tutti noi, anche ai giovani arbitri, di avere la giusta consapevolezza del proprio ruolo”. 

LE RELAZIONI TECNICHE
Il vice presidente della Corte d’Appello Territoriale abruzzese Vincenzo De Benedictis ha spiegato che gli incontri sul fair play (auspicando l’utilizzo del termine italiano sportività “che racchiude tutto, il rispetto delle regole, il rispetto dell’altro”) stanno avendo buoni esiti, visto che i dati sugli episodi definiti gravi, ossia quelli con squalifiche superiori a tre giornate, in Eccellenza e Promozione segnalano una decisa diminuzione. 

Il presidente dell’Aia Abruzzo Angelo Giancola ha ribadito la sua piena disponibilità al dialogo in un clima sereno di rispetto e di correttezza, nella consapevolezza che in un contesto imperniato sulla buona fede l’errore è fisiologico e, come tale, non può che essere accettato perché compiuto in maniera impersonale.

UN MISTER SPECIALE

Tra gli applausi per i lusinghieri risultati sportivi conseguiti dal Sassuolo, ormai stabile realtà del panorama della Serie A, ha dunque preso la parola l’ospite d’onore, che si è complimentato con il presidente Ortolano per l’iniziativa e ha a sua volta ricevuto i complimenti del moderatore Giovanni Tontodanati, giornalista di Sky e de “Il Centro”, per aver saputo valorizzare talenti come Berardi e Zaza, protagonista con un importantissimo gol nella partita tra Juventus e Napoli. “È necessaria una crescita culturale che deve partire dalla famiglia e dalla scuola, anche perché dobbiamo credere davvero a certi principi, altrimenti alle prime sconfitte ci smentiamo clamorosamente, magari prendendocela con gli arbitri, cosa che peraltro è dannosissima perché fornisce alibi alla squadra. E noi siamo i cultori dell’alibi. In questo senso il corretto uso della parola, anche nelle interviste, è fondamentale per noi allenatori”.   

L’allenatore è infatti il soggetto centrale di tutto il sistema calcistico, poiché riveste l’unico ruolo chiamato a interagire in maniera direttiva, coordinativa o collaborativa con tutte le altre componenti (società, direttore sportivo, giocatori, pubblico, stampa, medici, eccetera). Necessita pertanto, a maggior ragione se opera in un contesto dilettantistico di vertice che non può giovarsi delle grandi strutture della Serie A, di varie competenze e sensibilità, ben più ampie di quelle strettamente connesse agli aspetti tecnici e tattici. Per poter svolgere al meglio il suo articolato e complesso compito, nel quale una rilevanza primaria hanno le capacità psicologiche, deve poter essere posto in un contesto di ampia progettualità che non giudichi il lavoro in virtù di risultati sportivi a breve termine ma che ammetta la pedagogicamente fondamentale “capacità di sbagliare”. In tal modo, una società sportiva può contribuire alla formazione di uomini, prima che di atleti, calcisticamente consapevoli in quanto socialmente consapevoli, persone mature sul campo perché cresciute in una più ampia dimensione di valori, in grado pertanto di gestire le scelte delle giocate in campo come le azioni nella vita quotidiana con rispetto ed efficacia.

Di Francesco ha inoltre spiegato che è necessario creare un decalogo di comportamento per la squadra e curarne il rispetto, facendo attenzione nello stesso tempo al singolo e al gruppo: “Noi allenatori dobbiamo far crescere il talento inserendolo nel collettivo, cosa possibile solo attraverso il rispetto. In Italia si parla tanto di progetto ma, in realtà, noi allenatori siamo alla mercé dei risultati, dunque fa molto bene il presidente Ortolano a portare avanti questa battaglia, difficile ma fondamentale per tutto il movimento”.                          n

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