breaking news New
  • 12:00 pm Il ruolo del portiere-libero Non solo abilità podalica, ma anche e soprattutto grande visione di gioco e capacità di essere parte integrante dell’azione: ecco come si è evoluto il ruolo del cosiddetto “sweeper keeper”
  • 2:20 pm L’inclusione sociale prima di tutto Squadra femminile, Scuola calcio per persone con disabilità intellettiva (EDI), hockey su sedia a rotelle e tanto altro. Esiste un club, a Valencia, che ha fatto della socializzazione la sua ragione di vita. E ne va molto orgoglioso
  • 12:00 pm World Cup ora sei più vicina Dopo un avvio in salita gli Azzurri di Musti superano a pieni voti il Main Round di avvicinamento al Mondiale in Lituania. Prima, però, c’è da superare un “girone di ferro”
  • 11:00 am Una voglia mondiale di vincere Dopo il trionfo europeo l’instancabile capitano azzurro sogna per l’Italia il titolo più importante: quello di campione del mondo
  • 10:47 am Gli ESports conquistano Coverciano E'partito dal “Tempio del Calcio” di Coverciano l’itinerante Road Show 2k20,sotto forma di torneo,organizzato dalla Lnd per dare ampio spazio a una tematica attuale e inclusiva come quella degli ESports

Ullet Road Church Rebels FC. Più che una squadra, una famiglia

A Liverpool c’è una realtà che offre accoglienza e una nuova speranza a ragazzi dal passato difficile che credevano di aver perso tutto

Nel gennaio del 2018 a Liverpool è stato fondato un nuovo club: l’Ullet Road Church Rebels FC, con il contributo dell’Asylum Link Merseyside e del reverendo Philip Waldron, insieme con alcuni volontari. Uno di questi è Chris Allen, appassionato di calcio che è rimasto molto colpito della storia di Dejan Lovren, difensore dei Reds e della Nazionale croata, che per via della guerra in Bosnia è dovuto scappare in Germania. La sua storia, compresa la fuga in macchina nella notte da Kraljeva Sutjeska, il villaggio dove viveva, è stata raccontata nel documentario prodotto dalla televisione del Liverpool FC: “Lovren: My Life as a Refugee. Un racconto che colpisce dritti alla pancia prima che al cuore, un po’ come quelli dei 29 ragazzi che oggi fanno parte dell’Ullet Road Church Rebels FC.

TANTE STORIE, UNA CASA

C’è Maher, che a quattordici anni in Sudan è stato incarcerato solo perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. C’è Mohamed, che è fuggito dalla guerra. Molti di loro hanno visto massacrare i propri genitori, altri, eritrei, sono stati arruolati a dodici anni e costretti a uccidere. La maggior parte di loro sono stati minori non accompagnati, ne arrivano tantissimi in Europa, attraverso quei viaggi della speranza che spesso finiscono male. Hassan era stato raccolto in un parco da una famiglia belga di Bruxelles, poi è scappato in Inghilterra aggrappato a un camion, strappandosi entrambe le spalle in maniera irreversibile, ma adesso è al sicuro con gli altri Rebels. Che non è solamente una squadra di calcio, il calcio è solo un motivo per distrarli dal passato feroce, per farli sentire a casa in un territorio dove il football può essere riparo: “You’ll never walk alone”, proprio come dice la canzone inno del Liverpool.

Si cerca, soprattutto, di dare un presente e un futuro a questi ragazzi che altrimenti rischiano di ingrandire e ingrassare il numero dei clandestini, viste le leggi britanniche. I giocatori dell’Ullet Road Church Rebels FC spesso non possono ottenere i documenti senza un conto bancario e questo senza una dimora, che gli viene continuamente rifiutata. È capitato a Tsering, il portiere della squadra, tibetano, che una volta sfrattato, perché gli è stato rifiutato lo status di rifugiato, ha perso il suo indirizzo di riferimento ed è entrato in un circolo vizioso che si ritorce continuamente contro di lui.

Mohamed spiega molto bene cosa rappresentino per lui questa squadra e i suoi compagni: “È un luogo pacifico, che ci permette di prendere un po’ di distanza dagli sfregi del passato, quando siamo soli, invece, i ricordi si aggrovigliano e fanno ancora male. Ma quando giochiamo dimentichiamo tutto in fretta. Dimenticare è difficile, rischi la depressione, mentre il calcio ti aiuta a correre via da quei pensieri”. Tsering, intanto, sta cercando di rientrare nel sistema britannico di welfare per evitare di diventare pure lui clandestino ed è curioso che non abbia potuto ottenere lo status di rifugiato, visto che viene dal Tibet.

Chris Allen è stata la persona che più di tutte ha fortissimamente voluto fondare questo club, appoggiandosi alla Ullet Road Church di padre Waldron: “Sono un volontario dell’Asylum Link Merseyside, frequento la parrocchia e ho lavorato con molti richiedenti asilo, provenienti da Iraq, Siria, Eritrea, Sudan, tutti fuggiti da situazioni terribili, passando cose che è difficile anche solamente ripetere”. Chris ha espresso la sua idea al reverendo Philip che l’ha fatta propria proponendola al consiglio ecclesiastico, ottenendo poi il sostegno dello stesso Asylum Link e della Contea di Liverpool.

A questo sono succeduti i primi finanziamenti, come quello degli organizzatori del Smithdown Road Festival, che hanno sponsorizzato le maglie: “Ascoltare quello che hanno passato questi ragazzi, sentire che il calcio li fa stare bene, mi ricorda quale privilegio abbia io a essere nato nel Regno Unito e credo che il minimo che si possa fare è usare bene questi privilegi, che sono di nascita e non di merito”, ripete Chris Allen.

L’Ullet Road Church Rebels FC gioca nella I Zingari League, una competizione dilettantistica fondata a Liverpool nel 1895, che ha preso il nome da un club di cricket amatoriale inglese nato nel 1845 e da uno australiano formatosi quarant’anni dopo. Questa lega è arrivata fino al 2006 fondendosi poi con la Liverpool County Combination per formare la Liverpool County Premier League. Nel 1904 nacque pure la I Zingari Combination per le squadre delle riserve, che rappresentava il quattordicesimo livello del sistema calcistico inglese.

La I Zingari League, ripartita da poco, è una competizione fisica che i ragazzi stranieri soffrono ma non per questo demordono. È più facile ferirli con le parole che con i tacchetti, ed è quello che spesso accade perché il razzismo, purtroppo, si annida ovunque, anche nei più piccoli campi di periferia, forse perché più nascosti e lontani dai riflettori mediatici.

Per affrontare il problema i giocatori dell’Ullet Road Church Rebels FC andranno nelle scuole per parlare con i più giovani e fargli capire perché sono qui e da dove vengono. Il club Whitehawk FC li ha invitati, così, a partecipare a un evento estivo per stare insieme e confrontarsi. La prima vera partita, però, l’hanno giocata contro l’AFC Liverpool Reserves e molti funzionari del club sono andati quel giorno a vedere il match per sostenere i ragazzi venuti da lontano e hanno continuato a farlo durante la stagione.

Come da tutte le parti, c’è chi costruisce muri e chi cerca di abbatterli. A Liverpool hanno scelto il modo che conoscono meglio e per il quale sono famosi, dopo The Beatles, nel mondo: a pallonate.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password