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Un club che in primis trasmette valori

Boreale La vicinanza della società a Simone Lattanzi, infortunatosi gravemente durante una gara U14 e incoraggiato anche da Totti ed El Shaarawy via social, è l’ultimo esempio dell’approccio virtuoso di questo storico club di Roma che - non a caso - vanta oltre 600 tesserati

Che Francesco Totti abbia sempre avuto a cuore i ragazzi e i bambini è cosa risaputa, fin da quando era lui stesso un ragazzo. Non a caso da più di 15 anni è ambasciatore Unicef per l’infanzia. Per questo lo storico capitano della Roma non poteva rimanere indifferente alla storia di Simone Lattanzi, giovane attaccante della Boreale. La Boreale DonOrione, con oltre 600 tesserati, è una delle società storiche della capitale. Con sede a due passi dallo stadio Olimpico, è un punto di riferimento per Roma Nord e, in generale, per il calcio giovanile e dilettantistico della città.

La sua formazione Under 14 regionale, qualche settimana fa, affrontava i pari età della Totti Soccer School, squadra che porta, appunto, il nome della scuola calcio dell’ex numero 10 giallorosso. è in corso il secondo tempo, il risultato è fermo sull’1-1 quando Simone subisce casualmente un brutto infortunio alla gamba sinistra. In campo tutti i ragazzi restano basiti, i medici si accorgono subito della gravità dell’infortunio e gli esami sono senza discussione: distacco epifisario della tibia sinistra e frattura del terzo prossimale del perone. I compagni e gli avversari, talmente sotto choc per il brutto infortunio, chiedono di non giocare e l’arbitro, con l’avallo di tutti i dirigenti presenti, decide di sospendere la partita. Nel frattempo Lattanzi, 13 anni compiuti lo scorso aprile, è sotto i ferri al Policlinico Gemelli: intervento riuscito, potrà tornare a giocare (e, soprattutto, a sognare) tra sei mesi.

I CAMPIONI
La storia, grazie soprattutto a Riccardo Totti, fratello di Francesco e presidente della Totti Soccer School, viene raccontata proprio al “Capitano” che decide di mandargli un video di in bocca al lupo e di incoraggiamento (poi pubblicato anche sui social): “Ciao Simone – le parole di Totti – ho saputo del tuo infortunio e mi dispiace tantissimo. Purtroppo questo è il gioco del calcio, succede. Speravo che non accadesse mai, ma sono certo che questa esperienza ti fortificherà e vedrai che tornerai ancora più forte di prima. Non mollare, tieni duro, soprattutto i primi periodi, mi raccomando. Ciao leone, ci vediamo presto”. Il video, quasi inutile sottolinearlo, ha fatto tanto piacere a Simone, che si è emozionato anche perché, poco dopo, è arrivato pure l’augurio di pronta guarigione di Stephan El Shaarawy, ex giallorosso che oggi gioca in Cina e attaccante della Nazionale. “Mi ha sorpreso – ha raccontato Simone – che due campioni così abbiano pensato a me, non me lo aspettavo. Le loro parole mi devono spronare a tornare in campo”.

IL RECUPERO
Simone ora è tornato a scuola, frequenta la terza media e sembra avere già messo alle spalle tutto quello che è successo. Ha raccontato di avere “il morale buono, anche grazie alla Boreale”. In tanti della società sono andati a trovarlo, i suoi compagni, ma anche i giocatori di altre squadre, hanno indossato una maglietta per lui e non lo hanno lasciato un attimo solo. Simone non si è mai abbattuto, “sono sempre stato sereno”, e aspetta di rientrare “per ritrovare la mia squadra in alto in classifica”.

LA SOCIETA’
Intanto, però, deve pensare a rimettersi e a non abbattersi e in questo senso la presenza di una società storica come la Boreale può davvero aiutarlo: “La crescita dei ragazzi del settore giovanile è la nostra missione – spiega il presidente Leonardi – . In questi anni abbiamo fatto molta strada, abbiamo la Juniores e l’Under 16 nel campionato di Eccellenza, la qualità dei nostri allenatori è elevata, sia dal punto di vista tecnico, sia umano, mentre la scuola portieri guidata da Igor Jankole sta facendo migliorare i nostri piccoli numeri uno. Sotto l’aspetto atletico e funzionale il progetto del professor Cesidio Rufo e del suo staff sta coinvolgendo tutti gli atleti e dopo i test di valutazione è stato programmato un quarto allenamento settimanale personalizzato. Non solo: il nostro obiettivo è quello di valorizzare il percorso di ciascun bambino iscritto favorendo sia una crescita dal punto di vista tecnico-motorio sia a livello educativo e umano. Inoltre, sappiamo bene che il nostro compito è quello di infondere nei bambini quelli che sono i veri valori dello sport quali amicizia, uguaglianza, rispetto, lealtà. La società deve necessariamente impegnarsi per far sì che non si verifichino situazioni che possano ledere la serenità dei bambini. Il bambino deve trovare un ambiente positivo, sereno dove poter fare sport senza subire qualsiasi tipo di influenze negative da parte degli adulti. Abbiamo dato una grande importanza alla scelta degli allenatori perché devono formare ed educare i ragazzi prima come uomini e poi come atleti”.

Ecco perché la storia di Simone Lattanzi è una storia che andava raccontata: il suo infortunio, i ragazzi che si fermano e chiedono di fermarsi perché troppo preoccupati per l’avversario e il compagno in difficoltà, i campioni che gli mandano un messaggio, la società che lo segue passo dopo passo. Tutti indizi di un calcio che, in un modo o nell’altro, riesce a privilegiare ancora i valori umani.                                              

FOCUS SU > Edoardo Bove
Piccoli campioni crescono. Edoardo Bove, classe 2002 (nella foto), ha esordito da Under 17 con la maglia della Roma nel campionato Primavera il 26 aprile scorso contro l’Empoli. Un esordio che non è passato inosservato perché sono bastati 15 minuti alla mezzala giallorossa per inserirsi in area e subire il fallo da rigore per il momentaneo vantaggio della Roma. Una stagione che si è chiusa con due presenze e un assist in Primavera provenendo dagli Allievi Nazionali. Nella stagione in corso, per il momento, è titolare della Primavera di Alberto De Rossi con 9 presenze, 2 gol e 3 assist. Bove, nato e cresciuto a Roma nel quartiere Appio-Latino, padre napoletano e madre di origini tedesche, ha compiuto 17 anni il 16 maggio scorso ed è un prodotto della scuola calcio della Boreale DonOrione, società nella quale ha mosso i primi passi e che lo ha preparato al grande salto anche se molto giovane. Passa alla Roma, infatti, nell’estate del 2012 e si mette in evidenza per le sue caratteristiche di centrocampista moderno, capace di trovare sempre i giusti tempi d’inserimento, anche senza palla, e per la facilità di andare in gol. Ben strutturato fisicamente, risulta un centrocampista completo grazie anche alla sua ottima tecnica di base. è stato anche più volte convocato dalla Nazionale U16 nella stagione 2018-19, mentre due anni fa è stato capocannoniere dell’Under 16 della Roma con 11 gol in 27 partite con una doppietta alla Lazio in un memorabile 7-2 per i giallorossi. Più volte premiato al torneo internazionale AlKass Tournament, è un campione anche a scuola: frequenta la quinta al liceo scientifico e si appresta a sostenere l’esame di maturità con un anno in anticipo rispetto ai suoi coetanei.

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