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Una voglia mondiale di vincere

gori Dopo il trionfo europeo l’instancabile capitano azzurro sogna per l’Italia il titolo più importante: quello di campione del mondo

Io voglio giocare la finale di Coppa del Mondo: soltanto alzarmi la mattina provando un brivido del genere sarebbe una cosa strepitosa. Non mi accontento dei quarti posti ottenuti agli ultimi due Mondiali, ora siamo una squadra matura”. Di mestiere fa le rovesciate e le idee le ha sempre più chiare: lui è Gabriele Gori, il cannoniere e trascinatore della Nazionale italiana di beach soccer del commissario tecnico Emiliano Del Duca. Quest’anno ha stradominato la classifica marcatori in campionato (come sempre), in Euro Winners Cup e praticamente in qualsiasi competizione che ha affrontato. Nel 2017, nell’ultimo Mondiale alle Bahamas, terminò con 17 gol, 8 in più di Rodrigo e Ahmadzadeh, finiti al secondo posto. “Non ho un obiettivo personale preciso in questo Mondiale in Paraguay, ma di sicuro non vengo per fare la comparsa”.

IL MONDIALE
Dal 21 novembre all’1 dicembre, ad Asunciòn, l’Italia parte con enorme fiducia nei propri mezzi, ancor di più che nelle ultime edizioni. “Ora siamo una squadra matura e pronta – continua Gori -. Gli anni passano per tutti e adesso è il momento di raccogliere i frutti del nostro lavoro. Abbiamo vinto un Europeo lo scorso anno, con le migliori squadre del continente ce la giochiamo sempre, già credo che due anni fa il quarto posto fosse poco per la qualità che avevamo: sottovalutammo la finale per il terzo posto contro l’Iran, perdendola”. Da cannibale della sabbia, Gori vive ancora con rammarico qualche delusione passata, che forse potrà essere riscattata nella fase a gironi di quest’anno. “Incontreremo nuovamente Tahiti, che ci eliminò ai rigori nella semifinale di 4 anni fa. Fu una sofferenza allucinante per me uscire in quel modo”. E poi Messico e Uruguay, in un Gruppo B dove le prime due si qualificheranno ai quarti di finale. “Abbiamo affrontato un paio di volte il Messico negli ultimi anni e non conosciamo completamente l’Uruguay: sono tutti avversari da rispettare, ma non possiamo mancare il passaggio del turno. Sarebbe un deciso passo indietro per tutto il movimento del beach soccer”.

FAVORITO
Ma nella mente di quello che a Viareggio viene soprannominato Tin-Tin e dell’autore di gol virali che fanno il giro del mondo, c’è un ostacolo quasi insuperabile in questa competizione. “Il Brasile è sopra tutti, è scontato dirlo. Devo dire, però, che li abbiamo appenaaffrontati e li ho visti leggermente più battibili rispetto a due anni fa, quando erano inarrivabili. Devono combaciare diversi fattori: bisogna non trovarli al top della forma, noi dobbiamo essere al 100% e avere un po’ di fortuna, che non guasta mai”. Vincitore 14 volte su 19 edizioni, il Brasile ha quasi monopolizzato il movimento, anche se negli ultimi anni le cose sono cambiate. I verdeoro sono campioni in carica, ma rimane l’unica vittoria del decenn

io, che ha interrotto un ‘digiuno’ che durava dal 2009. “Loro hanno il vantaggio di allenarsi tutto l’anno insieme e di

 condividere esperienze per 365 giorni: questo fa la differenza – dice il bomber viareggino -. Detto questo, in Europa non mi sento inferiore a nessuno, Russia e Portogallo comprese”.

gori quote

FENOMENO
Ma oltre all’obiettivo di squadra di raggiungere la vetta del mondo, Gabriele Gori vuole conciliare anche quello personale. “Sono stato nominato fra i 3 giocatori migliori al mondo e quando me lo ripeto da solo mi viene la pelle d’oca: una sensazione unica”. Era già successo nel 2016, quando con l’immancabile maglia del Viareggio vinse campionato, Coppa Italia e Euro Winners Cup, la Champions League del beach (unica squadra italiana a riuscirci).  All’epoca la spuntò Madjer, ora Gori se la giocherà con Rodrigo e Jordan. “Il brasiliano ha doti fisiche e atletiche fuori dal comune, ha una facilità di corsa sulla sabbia che fa impressione – prosegue il bomber viareggino -. Il portoghese vede il gioco come nessuno, è troppo intelligente tatticamente. Abituato a giocare insieme ai gemelli Leo e Be Martins, forma con loro un trio devastante. Un onore essere insieme a questi fenomeni”.

STAGIONE
I brasiliani (soprattutto) giocano a beach tutto l’anno, ma è anche quello che in parte è successo a Gori negli ultimi 12-15 mesi, per una disciplina che per i giocatori della Nazionale sta diventando sempre di più un impegno a tempo pieno. “Qualche noia al ginocchio mi ha consentito di rimanere di più a casa, ma rimane una stagione estenuante. Tocca a noi chiuderla in bellezza”. E se si dovesse vincere il Mondiale, sarà il momento di mettere in atto qualche scommessa. “Le faceva sempre Marrucci, quando giocava in Nazionale: ora però scherziamo fra noi viareggini e c’è una cosa che vorrebbe fare Dario Ramacciotti, un altro dello zoccolo duro della squadra – prosegue Gori -. è pieno di tatuaggi, ma ha ancora spazio sul braccio e vorrebbe riempirlo con una Coppa del Mondo. Con lui abbiamo condiviso gioie e dolori, momenti straordinari e dispiaceri, per questo vogliamo arrivare al top a questo appuntamento imperdibile”. Bomber strepitoso, giocatore virale, papà fantastico: chissà se a breve Gori non diventerà anche campione del mondo.

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