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Unterland Damen: un progetto che è già un successo

Ernandes-Sandra In diciannove onorati anni di attività l’Unterland Damen è diventata una realtà di tutto rispetto nel panorama calcistico femminile

Immaginiamo un piccolo angolo di paradiso, con montagne alte e innevate e un incantevole paesino alle loro pendici. Se poi questo minuscolo agglomerato di case si chiama Cortina sulla Strada del Vino, il tutto diventa davvero magico e si trasforma in materiale ideale per scrivere un romanzo noir piuttosto che una nuova stagione di Heidi.

C’è chi invece è andato molto oltre con la fantasia e ormai diciannove anni fa decise di creare dal nulla una vera società di calcio nonostante avesse a disposizione solamente una “scelta” tra 659 abitanti. E visto che non gli bastava essere così anticonformista, ha deciso di andare oltre e che questa squadra dovesse essere femminile.

No, non stiamo parlando di un pazzo. Stiamo parlando di Fabiano Nardon, Presidente della Unterland Damen, società di calcio femminile militante in Serie C. Alla fine si tratta solo di un vero innamorato del calcio, desideroso come nessuno di dare alle ragazze di questa terra una squadra tutta loro con cui correre dietro ad un pallone. La storia sembra quasi da fiaba, aiutata anche dalla sua meravigliosa sede nel bel mezzo delle dolomiti tra le province di Trento e Bolzano. Nardon, agli inizi degli anni 2000 e con un calcio femminile ancora riservato a pochi, volle realizzare il suo sogno vincendo una scommessa fatta con altri amici: “Sono passati tanti anni e comincio ad essere stanco – sostiene Nardon – la passione è sempre intatta ma gli anni passano (ride, ndr).

SFIDA IMPORTANTE

Non era affatto facile rendere L’Unterland Damen una realtà del panorama calcistico femminile italiano, soprattutto con un bacino così piccolo che raccoglie 14.000 persone e dove ci sono (la più importante a Trento) altre realtà di calcio femminili affermate e storiche. “Non abbiamo mai pensato a quanto fossimo piccoli, abbiamo lavorato inizialmente con il materiale umano che avevamo a disposizione e con un progetto di crescita che negli anni ci doveva portare ad avere almeno una squadra femminile di qualità. Nessuno poteva immaginare che nel tempo avremmo costruito una società con delle basi solide, che nel 2019 annovera un’Under 8, un’Under 10, un’Under 15, una squadra che milita nel girone B della Serie C nazionale e anche una di calcio A5, per un totale di oltre 75 donne. Se me lo chiede le dico, si, siamo molto soddisfatti e orgogliosi”.

Forse basta vedere una sola partita dell’Unterland per diventarne tifosi o semplici appassionati. Sarà l’aria fresca e frizzante di questa terra, il campo da gioco adagiato sulla vallata alle pendici dei monti oppure quel misto tra Italiano e Tedesco che fa sentire tutto molto internazionale. Saranno queste qualità oppure quelle molto più concrete di un progetto tecnico che ha portato negli anni la società a vincere tra l’altro due volte la Serie C regionale, tre Coppe Regionali, una Coppa Provinciale, un Campionato Under 14 e un campionato Under 15. “Non ci interessano i trofei, anche se fanno molto piacere, ci piace molto di più vedere come il nostro progetto sposato ogni anno da tante ragazze che preferiscono il calcio allo sci, all’hockey o qualsiasi altro sport praticato nella zona. Il merito non è solo mio, anzi, è di tutte quelle persone che mi aiutano ogni giorno, e da 19 anni, ad andare avanti raggiungendo tutti gli obiettivi. Mia moglie, le mie ragazze, gli amici, i tecnici, i preparatori, i guardiani e le donne delle pulizie. Ognuno qui ha un ruolo fondamentale e tutti sono artefici dei nostri successi e del progetto Unterland. Non si corre per 19 anni se ognuno non ha a cuore questa società e il suo ruolo all’interno di essa”.

la squadra dell'Unterland Damen: un progetto che è già un successo

È tutto così bello che anche gli abitanti del paese, i famosi 659, sostengono ogni sabato la squadra di casa come fosse un’istituzione. Nelle ultime partite si è arrivati ad avere anche 300 spettatori grazie a parentele e amicizie che tra queste valli contano ancora qualcosa. Se pensiamo ad alcuni fatti di “sessismo” accaduti sui campi di calcio neanche molto tempo fa, da queste parti sembra davvero di essere su di un altro pianeta.

MOVIMENTO IN CRESCITA

Il calcio femminile è in grande crescita, lo dimostrano i numeri straordinari collezionati dai tornei minori e dalla Serie A che per la prima volta nella storia ha visto assistere a una partita del proprio campionato (Juventus-Fiorentina, ndr) oltre 40.000 spettatori. Nardon, precursore dei tempi, prevede un futuro ancora più bello e florido: “Sono così innamorato del calcio femminile che ormai guardo solo quello. Siamo arrivati a un livello molto importante e con il passare del tempo il campionato sarà equiparato ai più importanti tornei europei. Ci vorrà ancora tempo ma la strada è segnata. Mi aspetto molto anche dalla Federazione ma il fatto di vedere così tante società blasonate investire nel calcio femminile mi fa pensare positivo”.

In questi giorni la Nazionale di calcio femminile del ct Milena Bertolini sta partecipando ai Mondiali di calcio in Francia dopo ben 20 anni di attesa. Una vittoria per tutto il movimento che può dare un’ulteriore impulso decisivo come crescita e importanza. Nardon ci dà anche il suo personale verdetto: “Al contrario degli altri anni stavolta ci siamo anche noi. Partono favorite sempre le solite e forse alla fine vinceranno sicuramente loro. Però insieme a Stati Uniti, Germania, Giappone e le altri grandi stavolta c’è anche l’Italia. Andiamo in Francia senza paura, dobbiamo ragionare passo dopo passo. Prima pensiamo a fare bene nel girone, se poi passiamo e andiamo avanti, negli scontri diretti può succedere di tutto. Abbiamo una Nazionale con giocatrici esperte e che possono battersi contro chiunque e su qualsiasi campo”.

Di una cosa siamo certi, il calcio femminile deve tantissimo a persone come Fabiano Nardon e realtà come l’Unterland Damen, capaci di portare avanti dei veri progetti sportivi e sociali anche in zone di “confine” e con poche risorse a disposizione. Gli alibi di alcuni, diventano i vantaggi e la spinta per altri. E di questo il movimento calcistico femminile italiano ne ha fatto una ragione di vita.

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